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Freeride, intervista esclusiva ai campioni mondiali Markus Eder e Arianna Tricomi

Sorriso sul volto, poche parole e una voglia matta di non lasciare mai i loro sci. Markus Eder e Arianna Tricomi sono due campioni forse un po’ atipici ma due veri fuoriclasse del Freeride, capaci di mettere in fila tutti, laureandosi campioni del mondo 2019 nello sci al Freeride World Tour, titolo che per Arianna è un bis rispetto a quanto conquistato nella passata stagione.

Markus Eder, classe 1990, è nato a Brunico praticamente con gli sci ai piedi. Le semplici discese però sono poca roba fin da subito e così si avvicina al freestyle, una disciplina che si coniuga meglio con il suo spirito e la sua fantasia. Anche Arianna Tricomi ha da sempre avuto lo sci nel DNA: a 3 anni già scendeva lungo le piste dell’Alta Badia, confermando un destino che l’avrebbe portata sul tetto del mondo. Abbiamo intervistato i due fuoriclasse italiani del Freeride per avere alcune impressioni sulla stagione appena conclusa, alcune sensazioni sulla loro disciplina e per conoscerli meglio.

Perché Freeskier?
A: Perchè no?!
M: Perché sì!

Come ti sei avvicinato a questa disciplina?
A: Grazie alla mia bella mamma che è sempre stata una grande appassionata di sci.
M: Tramite la crew di Klausberg che mi hanno dato la possibilità di girare il mio primo sci-film.

Cosa provi quando sei in discesa?
A: Mi sento viva.
M: Niente…e tutto!

Mai avuto paura?
A: Certo, la paura spesso fa anche bene.
M: Sì, ho spesso paura ma come ha detto Arianna è una cosa che fa bene in questo sport.

Qual è stato il momento più difficile in questa stagione?
A: Svegliarsi la mattina, ogni giorno…
M: La caduta dopo la gara in Andorra dove avrei potuto vincere abbastanza facilmente.

A chi dedichi la vittoria del Freeride World Tour?
A: Lo dedico a tutti gli amici che ci hanno lasciato troppo in fretta.
M: Ai miei amici e alla famiglia. E’ grazie a loro che pratico questo sport.

Un pregio o una caratteristica che invidiate l’uno dell’altro?
A: La sua determinazione. Per capire a cosa mi riferisco, guardatevi la sua performance in Andorra.
M: La sua leggerezza nell’approcciare la gara.

Pensi di essere più bravo o più forte?
A: No, non credo. Non mi interessa nemmeno in realtà. Sono soltanto molto felice di poter condividere momenti con Markus.
M: Mmmm, come rispondo a questa domanda? (ride).

In un’ipotetica sfida, chi vincerebbe?
A: Io!
M: Lei!

Quanto tempo dedichi agli allenamenti?
A: Allenamenti?!
M: Tutta la mia vita.

Cosa fareste per far conoscere di più questa disciplina?
A: Parlerei con il “re” della televisione e gli direi di mostrare più spesso le nostre gare.
M: Piuttosto che far vedere in tv il decimo campionato di calcio, si potrebbe far vedere una gara di Freeride!

Obiettivi per il futuro?
A: Essere felice e continuare a sciare, sempre.
M: Arrivare a 50 anni e continuare a fare qualche back flip, così a caso…

Foto credit: Red Bull ContentPool

 

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