in ,

Friendly Home a Bologna: la casa comune per anziani Lgbt

Un progetto contro la solitudine, ecco a cosa si pensa quando si parla di Friendly Home. Si tratta del prospetto elaborato da un gruppo di specialisti al termine di 15 mesi di studio alla Bologna Business School e classificatosi terzo su sette idee relative ad altrettanti progetti innovativi. Il focus del Friendly Home è un piano di lavoro che ha sicuramente una forte rilevanza sociale nell’ambito dell’aiuto comunitario, ma non solo. L’idea è quella di trasformare un palazzo bolognese con almeno cinquanta appartamenti, in un luogo da dedicare alla comunità omosessuale in modo da supportare chi, con l’avanzare dell’età, si senta solo. Il progetto permetterebbe quindi agli anziani appartenenti alla comunità gay di “vivere con persone della stessa identità sessuale (orientamento sessuale ndr) in una struttura munita di servizi sotto il profilo dell’assistenza sanitaria e tempo libero“.
Il progetto ha ricevuto il plauso del presidente del Cassero Arcigay Vincenzo Branà. A livello esclusivamente pratico si tratterà di cercare un edificio adeguato e un investitore o chi metta a disposizione l’immobile: “Abbiamo stimato che almeno 35 mila persone over 55 potrebbero essere interessate a questa soluzione, potenzialmente estendibile anche ad altri grandi centri italiani e già collaudata all’estero” queste le parole di una delle promotrici dell’iniziativa, Giulia Falcone.
L’annuncio del progetto si inserisce in un momento di forte discussione per la comunità LGBT, proprio negli ultimi giorni, infatti, è nata una polemica sul noto sito YouTube, proprio in merito alle restrizioni per i video omosessuali. Il tema scottante è quello della censura dal momento che la piattaforma video, che appartiene allo stesso gruppo di Google, ha introdotto il Restricted Mode. Si tratta di una modalità che tutela i minori dai video per adulti, cosa più che condivisibile, ma che ha scatenato la bufera quando anche video legati alle tematiche LGBT e omosessuali sono stati censurati. In seguito ad un iniziale putiferio social, è arrivata la risposta di YouTube, che ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di rappresentare i temi LGBTQ+ sulla nostra piattaforma, i video LGBTQ+ sono disponibili anche con la modalità ristretta, ma alcuni, che trattano temi più sensibili, potrebbero non essere disponibili“.
Sullo sfondo delle polemiche nate proprio dal caso YouTube, si staglia la proposta bolognese, che però non resta certo esclusa a sua volta dalle discussioni che avvolgono spesso iniziative particolarmente all’avanguardia in Italia. Se da un lato l’idea di creare un condominio dedicato solo a chi ha una determinato orientamento sessuale può sembrare un passo in avanti per la cultura italiana, si pone certamente la necessità di spingersi oltre nella riflessione. Da un lato infatti potrebbe essere da privilegiare un punto di vista che apprezzi la commistione delle diversità e soprattutto che non generi un netto spartiacque in cui non sia più avvantaggiato l’incontro con l’Altro. Infatti è sempre bene non scordare che l’orientamento sessuale non è dicotomico. Si tratta infatti di una lunga tela spennellata di casistiche e colori che va dall’eterosessuale esclusivo all’omosessuale esclusivo, passando per degli stadi intermedi ricchi di diversità fondamentali. Insomma, un progetto che rischia in qualche modo di adombrare l’elemento della fluidità dell’orientamento sessuale e che, forse, può incorrere nel pericolo, pur con il migliore degli intenti, di dimenticare che non siamo genere sessuale, bensì persone.

La prova del cuoco ricette dolci oggi, la prova del cuoco ricette dolci, la prova del cuoco ricette oggi, la prova del cuoco 27 marzo 2017, cheesecake giapponese di daniele persegani, cheesecake giapponese la prova del cuoco

La Prova del Cuoco ricette dolci oggi: cheesecake giapponese di Hirohiko Shoda

michelle hunziker incinta

Michelle Hunziker incinta: parla la showgirl, ecco la verità sulla sua presunta gravidanza