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Fumo di sigaretta: i danni persistono per molti anni dopo aver smesso di fumare

Ormai tutti noi sappiamo quanto il fumo di sigaretta possa essere dannoso per la salute. A rientrare nei rischi, poi, non ci sono solo i fumatori, ma anche chi gli sta attorno. Il fumo passivo, infatti, è altrettanto nocivo. Un team di specialisti americani del Centers for Disease Control and Prevention, ha pubblicato un documento all’interno del quale vengono evidenziati tutti i benefici derivanti dallo smettere di fumare.

Entro un’ora, ad esempio, la frequenza cardiaca torna stabile, la pressione sanguigna si stabilizza e la circolazione migliora. Entro le prime dodici ore, le tossine rilasciate dopo la combustione del tabacco, come il monossido di carbonio, vengono eliminate, consentendo ai polmoni di aumentare l’ossigenazione del corpo. Superato il primo giorno senza fumo di sigaretta, i rischi cardiaci e vascolari, come infarto e ictus, diminuiscono. Dopo due giorni, l’olfatto e il gusto migliorano, in quanto il fumo di sigaretta danneggia le terminazioni nervose.

Trascorsi tre giorni, i livelli di nicotina nel sangue sono quasi azzerati. Anche se ciò è positivo per l’organismo, possono manifestarsi delle crisi d’astinenza, come mal di testa, irritabilità e sbalzi d’umore. Dopo trenta giorni, anche i polmoni migliorano le loro prestazioni, così come la qualità dell’attività fisica. Dopo dieci anni, invece, il rischio di sviluppare un cancro ai polmoni è dimezzato, dopo quindici si torna ad avere la salute di un non fumatore, mentre dopo i vent’anni di astinenza, il rischio di morte per patologie legate al fumo torna a essere quello di una persona non fumatrice.

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