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Furto di dati personali in Thailandia, è caos: come stanno le cose in Italia?

Un allarme partito dalla Thailandia, dove 3,3 milioni di cittadini sono stati avvisati della violazione probabile dei loro dati personali, un fenomeno di portata molto più ampia e globale. Il Centro di coordinamento statale per la sicurezza informatica thailandese ha infatti lanciato un allarme spiegando agli utenti che le proprie informazioni personali sono state scoperte in sistemi e database stranieri sovrapposti a giochi d’azzardo. 

Il ThaiCert, il centro thailandese, ha spiegato come ha esaminato il database trapelato da tali società, contenente dati personali di circa 41 milioni di persone: 3,3 di questi erano nati e residenti in Thailandia. Il che significa che i restanti 37,7 milioni non sono thailandesi. I dati in questione che potrebbero essere finiti in mani sbagliate includono nomi, date di nascita, numeri di identificazione governativi, numeri di telefono e informazioni bancarie.

In questa baraonda il ThaiCert ha sottolineato come si stia procedendo a lavorare in sinergia con l’agenzia governativa per lo sviluppo delle transazioni elettroniche, al fine di dare adeguate risposte ai cittadini, vittime della violazione, per offrire loro qualsivoglia tipo di ausilio, dal contatto telefonico a quello via mail e a quello social, per scongiurare ogni possibile ed ulteriore fuga di informazioni. Il fatto ha fatto sì che intervenisse anche la banca centrale del paese, che ha repentinamente suggerito agli utenti il cambio delle password di banking online e delle proprie carte di credito che, a voler essere sicuri al 100%, andrebbero cancellate e rimosse dai siti di gambling. 

Oggi come oggi in Thailandia vivono poco meno di 70 milioni di persone, e ciò significherebbe che il 4,6% dei residenti ha aperto un conto di gioco online ma da ThaiCert non sono arrivati dettagli sui 3,3 milioni di istanze di informazioni personali e su eventuali voci duplicate, ovverosia se alcuni thailandesi avevano aperto account online con più operatori di gioco. Il gioco d’azzardo, in Thailandia, non è tollerato dal Governo, che ha dato il via libera solo alla lotteria statale, considerata poco attraente per i giocatori. Le lotterie cosiddette “sotterranee” sono molto più popolari tra i residenti locali. C’è anche una rete di casinò terrestri, al confine con la Cambogia, dove i giocatori locali sfogano letteralmente il loro desiderio d’azzardo ma la domanda attuale probabilmente, oggi come oggi, non basta per soddisfare la voglia di giocare dei cittadini. Che, per questi motivi, corrono qualche rischio lanciandosi sulle piattaforme offshore. Un atteggiamento affrontato con piena repressione dalle autorità thailandesi, che eseguono una tantum operazioni contro i siti online non autorizzati, punendo anche chi utilizza i cosiddetti pretties, cioè le bellezze dei social media che promuovono siti di gioco internazionali scrivendo nomi di url sul loro seno. Quel che oggi si chiede in Thailandia è se è ancora possibile il divieto all’interno dei confini del Paese, a fronte di una domanda di gioco sempre più crescente. Ma nel resto del mondo c’è un’altra domanda che c’è da porsi: è lecito correre rischi analoghi online? 

A questo proposito va detto che in Italia la situazione è leggermente diversa: nonostante il contrasto al Gioco d’azzardo voluto dal precedente Esecutivo, e che probabilmente continuerà, sotto forme diverse, con la nuova maggioranza di governo, AAMS e gli operatori hanno attuato una politica fortemente rigida per la tutela dei consumatori e dei loro dati. Ogni piattaforma di casinò online certificata da AAMS offre un ampio sistema di tutela, grazie alla crittografia digitale evoluta, per i giocatori, assicurando al meglio tutte le norme antiriciclaggio per la preservazione dei dati personali e la sicurezza delle transazioni economiche, dal momento che il rischio di perdere dei soldi a causa di violazioni analoghe a quelle thailandesi è, lo ripetiamo, alto, ma in tutto il mondo. Sulle piattaforme italiane certificate, infatti, c’è prima di tutto un’ampia procedura che assicura nei minimi dettagli la tutela della privacy e dei dati personali, il che è anche un incentivo per quanti, scettici sul mondo del gioco, possono invece sentirsi maggiormente rassicurati e, come dire, “protetti”.

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