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G8 Genova, torture scuola Diaz: sospeso agente Tortosa per frasi shock su Facebook

“Io sono uno degli 80 del VII NUCLEO. Io ero quella notte alla Diaz. E ci rientrerei mille e mille volte”, così scriveva il 9 aprile su Facebook Fabio Tortosa, uno degli agenti di Polizia che il 21 luglio 2001 partecipò alla “mattanza” della scuola Diaz durante il G8 a Genova, fatto di recente condannato dalla Corte di Strasburgo e qualificato come “tortura”. Quel post su Facebook, che ha fatto scatenare una feroce polemica, è costato il posto a Tortosa. A niente sono infatti valsi i suoi tentativi di giustificare il senso delle sue parole, erroneamente interpretate (a suo dire) come una fiera rivendicazione dei fatti di Genova.

“Io non sono un torturatore. Chi fa violenza su un inerme commette un atto di tortura. Dunque, alla Diaz fu tortura. Ma io, in 22 anni di polizia, non ho mai torturato nessuno. Per questo ho gridato dopo quella sentenza” – queste le parole dell’agente di polizia in un’intervista a La Repubblica – “Quella notte io e il mio reparto restammo nella scuola cinque minuti […] chi doveva identificare gli autori del pestaggio non lo ha fatto. Purtroppo, gli uni e gli altri portano la mia stessa divisa”.

Così, oggi, il capo della polizia, Alessandro Pansa, ha dichiarato ai cronisti che “questa mattina Tortosa verrà sospeso dal servizio”, chiarendo, a scanso di equivoci, che “Tutti gli italiani devono essere certi che non ci sarà mai più un’altra Diaz. Non potrà più esserci e io me ne faccio garante”. Intransigenza assoluta anche nei confronti del capo della Mobile di Cagliari, rimosso per un “like” al tanto discusso post su Facebook dell’agente Fabio Tortosa.

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