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Gabriel Garko oggi: «A 17 anni un uomo sposato, più grande, tentò di violentarmi. Da allora…»

È una rivelazione sconvolgente quella che Gabriel Garko affida, oggi, alle pagine di Chi: l’attore torinese si è aperto su una vicenda del passato che ha, inevitabilmente, segnato la sua vita. Non ne ha mai parlato con nessuno, ma ha affrontato l’argomento per la prima volta nel libro autobiografico Andata e ritorno, in uscita domani, giovedì 21 novembre 2019. Un episodio che lo ha tormentato ma che Gabriel pensava, in realtà, di aver rimosso. Erroneamente, dal momento che – dice – «È tornato prepotente a farmi visita».

Gabriel Garko oggi: «Provai schifo ma non ne parlai con nessuno»

«In passato non l’avrei mai dichiarato – ha riferito Garko riferendosi alla tentata violenza subita quando l’attore aveva soli 17 anni – perché avrebbe significato voler far parlare a tutti i costi di me e io, mi creda, non ho mai cavalcato la notizia per farmi pubblicità». Oggi accenna quel che tratta in modo più approfondito nel suo libro, rivelando: «Quando avevo 17 anni un uomo sposato, con figli e molto più grande tentò di abusare di me». Un episodio avvenuto ad Asti non senza conseguenze: «Da quella sera iniziai a fumare. – afferma – Provai schifo ma non ne parlai con nessuno, tantomeno con i miei». E alla domanda sul perché farlo adesso, risponde: «Perché con questo libro mi sono aperto più di quanto mi sarei aspettato e quell’episodio che in verità credevo di aver rimosso, è tornato prepotente a farmi visita».

«Una volta fuori dal cancello di casa mi scrissero “Garko drogato”»

Un’apertura quella di Gabriel che tocca diversi temi: «Nel 2014 – racconta poi – tentarono di sabotare la mia macchina. Forse volevano farmi fuori e io ne ho parlato solo ora. Nonostante le denunce fatte non ho mai scoperto chi fosse il mandante. Non sono nuovo a episodi di questo genere. – ha proseguito – Una volta fuori dal cancello di casa mi scrissero “Garko drogato”». E sul presente? L’attore 47enne avrebbe oggi un desiderio, alquanto irrealizzabile a dire il vero: «Sogno che nessuno mi chieda più con chi vado a letto. – confessa – Dobbiamo superare le etichette, i cliché e tutte queste maledette definizioni lasciando a tutti la libertà di esprimersi come e quando vorranno. Non riesco più a tollerare chi punta il dito, chi giudica, chi vuole dare un nome a tutto e a tutti e non voglio più sentire parlare di normalità».

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