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Gabriele Cirilli intervista esclusiva: da #TaleEQualeAMe al nuovo format per La7

Un hashtag solo per lui, anzi tutto per lui. Se lo merita, no? #TaleEQualeAMe è il suo spettacolo teatrale, ma in tv ha tenuto banco nel programma di Carlo Conti, il Tale e Quale Show di Rai 1 tanto che tutti gli chiedono ancora di fare Psy. Di chi stiamo parlando? Di Gabriele Cirilli. Ecco cosa ha raccontato nell’intervista esclusiva a noi di UrbanPost.

Cosa ci puoi raccontare di TaleeQualeaMe, lo spettacolo che ti vede impegnato a teatro (il 31 dicembre sarà a Gallarate, l’8-9 e 10 Gennaio 2016 a Milano, ecc, ecc….)?

Intanto il titolo è leggermente diverso. E’ hashtag Tale e Quale a Me (#TaleeQualeaMe) perché parla di un hashtag, quello mio, personale. Io apro sul palcoscenico questo hastag, che sarebbe un album virtuale di foto e ogni foto, ogni frase, ogni canzone contenuta in questo hastag provoca il sorriso. Io penso che si rida tantissimo.

Una piccola anticipazione?

Questo spettacolo è nato mentre stavamo tra amici e io feci vedere una bolletta che per ricordo ho fotografato. Certe bollette non corrispondono mai al contratto che tu fai. Stavo parlando quindi con i miei amici ed è nato un pezzo comico proprio in quel momento. Stavo raccontando loro di quando ho telefonato e mi hanno messo in attesa con la musichetta, con una voce registrata, io di come dopo un ora e mezza non riuscivo a parlare come un essere umano e mentre tutti ridevano ho pensato che se ero riuscito a far ridere così i miei amici, potevo portarlo all’interno di uno spettacolo. Ragionando sul fatto che tutto è partito da una foto mi sono chiesto perché non può essere così il mio spettacolo, perché non posso aprire così su un palcoscenico, l’unico luogo dove io riesco ad essere me stesso. Ecco il mio hashtag. È nato un po’ così. C’è quindi questo pezzo del call center. Poi c’è predominante anche mi moglie. Nel mio hashtag ci sono molte foto con lei e molte esperienze che ho vissuto con lei. Per esempio quella dello sci, quando mi sono fatto male alla gamba. Non può mancare, poi, la mia esperienza a Tale e Quale show. Insomma è vario. Canto, ballo, recito …. È da vedersi.

A proposito di Tale e Quale Show, come è stato ritrovare Gigi Proietti, giudice di questa edizione?

In realtà noi non ci siamo mai lasciati. È stato un rivedersi di nuovo ed è stata una esperienza bellissima. Lui ha ampiamente detto che quello spettacolo del Tale e Quale Show in tv l’ha conosciuto grazie a me perché un giorno cambiando canale mi ha visto interpretare Orietta Berti ed è rimasto scioccato e da lì ha iniziato a guardarlo. Le sere a cena dopo lo spettacolo … sul palco … È stato bello rivedere il Maestro!

Orietta Berti, invece, cosa ha detto?

La mia goccia d’acqua. Orietta Berti è rimasta molto colpita dal fatto che io sia riuscito non tanto a fare l’imitazione, perché è impossibile imitare Orietta Berti, quanto a cogliere quei tre o quattro elementi del suo carattere e riportarli in scena. Poi la somiglianza fisica c’è comunque … di viso parlo, solo di viso! Siamo rimasti in contatto. Mi manda qualche messaggio, mi fa gli auguri. Bello, molto bello.

Quando hai capito che volevi fare questo come lavoro?

Da piccolino. Forse ho avuto anche un po’ fortuna. Ci sono molte persone che arrivano ad una certa età e si chiedono “mo che faccio nella vita ?” Io lo avevo chiaro. Mi ricordo in una prima intervista radiofonica, avevo sei anni, che subito dissi a me non basta Cinecittà, io voglio Hollywood. Questa frase rimase impressa a tutti. Da lì iniziai proprio a farlo il lavoro. A sette anni ho fatto delle recite importanti facendo Pinocchio, facendo Cristoforo Colombo, personaggi di Petrolini e tanti altri. Poi per un po’ nella mia vita si è interrotto questo sogno/progetto perché durante l’adolescenza subentrano altre cose come ad esempio lo sport…. Poi a 18, dopo il liceo classico, è ripartito di nuovo questo trip. Il liceo classico è una tappa importante? Sì mi è servito tantissimo, anche se non l’ho fatto con grossi risultati come sta facendo il liceo scientifico mio figlio, ma mi ha dato molto. Serve.

Quale è il tuo ruolo in Matrimonio al Sud, il nuovo film di Massimo Boldi e cosa ci puoi raccontare di quanto è accaduto sul set?

Qui è successo una cosa fantastica. Un’alchimia incredibile. Intanto tra me e Boldi. E’ nata proprio un’amicizia. Io ritengo che Boldi sia una persona che meriti di essere nell’enciclopedia del cinema, dello spettacolo italiano. Bravo. Umano. Una bellissima persona. Lui è riuscito a creare un gruppo forte. Eravamo: io, lui, Biagio Izzo, Paolo Conticini, Barbara Tabita, Debora Villa, Luca dei PanPers, Fatima Trotta, Carolina Marconi … . Una commedia, capitanata da Paolo Costella, il regista, bella. Non più il solito film “caciarone” che De Sica continua a fare, ma questa è una vera e propria commedia che fa ridere. C’è una frecciata a De Sica? No, no, no. Continua a fare nel senso dell’evidenza. È tornato a fare “Natale ai Caraibi” … Per carità. De Sica è stato un mio grandissimo compagno a Tale e Quale Show. Era solo un fatto di crescita. Non per età. Boldi fa delle cose comiche lo stesso, ma con più spessore. De Sica, invece, fa delle cose comiche, ma che caratterizzano i film di Natale, o meglio i Cinepanettoni. In questo film io faccio un ruolo molto carino, in coppia con Paolo Contincini, che non so se si è visto ma siamo molto uguali (ride)… Non so perché quando dico questa cosa ridono sempre, non so cosa ci sia di comico … (ride), ma rido anche io. Con Paolo ci eravamo trovati bene come coppia anche in Un medico in famiglia e quando ci siamo ritrovati sul set non abbiamo fatto altro che confermare questa affinità.

Vorresti rifare una fiction come Un Medico in Famiglia?

Come Un Medico in famiglia la vedo un po’ dura, nel senso che il mio personaggio si è esaurito lì a meno che non decidano che possa crescere, che possano esserci degli sviluppi, però la vedo dura. Di fiction italiane mi piacerebbe farne ancora.

C’è qualche prodotto che hai visto e che ti ha fatto dire “mannaggia lì mi sarebbe piaciuto esserci”?

Farei molto più cinema. Rimane il fatto che il teatro è la passione della mia vita, lo faccio bene e la gente lo nota quando mi viene a salutare dopo lo spettacolo, però anche il cinema mi riesce bene e quindi farei molto più cinema. E sì, quando mi capita di vedere dei film a volte mi dico: “cacchio qui lo potevo fare” La televisione mi ha dato tantissimo. Solo che è un’altra forma di spettacolo. In televisione riesci fare poco da attore. Magari un giorno in tv vorrei tanto fare uno show tutto mio. Mi piacerebbe proprio un sacco uno show alla Massimo Ranieri. Sono in grado di cantare, fare monologhi, ballare. Alla Massimo Ranieri sì, lo farei subito.

Ho visto che fai parte di Eccezionale Veramente nuovo programma su La7

È una idea mia a di Silvio che grazie alla Colorado Film e la Moviement, che è anche la mia agenzia, siamo riusciti a farla diventare importante e a venderla a La7. Sono sicuro che non se ne pentiranno perché è un format vincente. È una gara. Saremo dei comici a giudicare questi comici che abbiamo già trovato in giro per l’Italia con una lunga serie di provini. La giuria sarà composta da Diego Abatantuono, Paolo Ruffini e Selvaggia Lucarelli.

Sentite un po’ di pressione dopo il flop dell’altro programma comico che La7 ha provato a lanciare?

No non c’è nessuna pressione perché sono due format completamente diversi. Uno era un programma che scimmiottava i talent comici. Questo è una vera e propria gara dove il comico può misurasi su un palcoscenico con un pubblico vero e proprio ed una giuria ed arrivare a vincere un premio di cento mila euro in contratti. Quindi è un’altra cosa. Nessuna pressione. Siamo tranquillissimi

Quale consiglio vorresti dare ad un giovane che vuole intraprendere la tua stessa carriera?

Lascia perdere. È veramente dura Se mio figlio dovesse dirmi papà voglio fare l’attore, forse farei come ha fatto mio padre. In tarda età si capiscono i genitori. Mio padre sapeva che sarei andato incontro ad una vita dura. Ho avuto fortuna, fino adesso, perchè ho avuto dei piccoli risultati e quindi sono molto contento, però è una difficoltà incredibile perché hai a che fare con raccomandati, con mancanza di talento … E’ un mondo veramente duro. È un po’ così da tutte le parti. Si il mondo in generale è duro. Però la categoria mia non è difesa. Non esiste una dicitura attore. All’ufficio di collegamento scrivi attore però ti considerano un artista e l’artista ha sempre un ruolo minore. Non è tutelato l’attore e quindi lo diventa chiunque. Da quello del Grande Fratello a quello di Uomini e Donne diventa attore chiunque possa riuscire attraverso una raccomandazione ad arrivare in tv o al cinema. È come se uno all’improvviso avesse a disposizione una sala operatoria ed iniziasse ad operare senza avere una laurea, senza avere esperienza. Stessa identica cosa.

Cosa hai chiesto a Babbo Natale?

Una letterina da parte sua, ma non di carta. Una letterina di quelle di Gerry Scotti (ride) Scherzo (ride) Io chiedo solo molta serenità. Se hai serenità e quindi la salute, riesci a superare molti problemi.

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