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Gabriele Mainetti Lo Chiamavano Jeeg Robot, la rivoluzione del cinema partita da Un Medico in Famiglia

Difficilmente il giovane Gabriele Mainetti dimenticherà il 2016: è a dir poco il suo anno di grazia, il miglior periodo della sua carriera artistica che in tantissimi hanno iniziato a conoscere adesso ma partita da molto lontano. Il regista e produttore della pellicola che ha rivoluzionato il cinema italiano, ovvero “Lo Chiamavano Jeeg Robot”, sta conquistando proprio tutti: pubblico, critici e premi. Sì, perché grazie alla sua idea cinematografica, il buon Mainetti, partito da molto lontano prima di trovare il meritato successo, sta provando a dare un linguaggio nuovo a un cinema italiano fin troppo ingessato. Tentativo discretamente riuscito ma per cui ancora c’è tanto da lavorare; del resto il bisogno di cambiar rotta lo percepisce anche l’Accademia del Cinema che, in occasione dei David di Donatello 2016, ha preferito uscire dai canonici schemi della Rai e passare a un livello più pop con il bravo Alessandro Cattelan nelle vesti di conduttore. Sia chiaro, il David 2016 lascia alcune perplessità e si porta dietro ancora un’idea troppo chiusa di manifestazione ma si inizia a denotare un punto di rottura con il passato e un avvicinamento al mondo comunicativo tipico degli eventi di stampo anglosassone e hollywoodiano.

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Ma torniamo a Gabriele Mainetti, il regista di “Lo Chiamavano Jeeg Robot”. In occasione della sua premiazione sul palco di Roma, l’artista e produttore italiano ha raccontato un particolare: “Sono vent’anni che ci facciamo viaggi mentali con i miei più grandi amici che mi hanno accompagnato in quest’avventura e finalmente siamo riusciti a trovare la giusta alchimia per rivoluzionare il mondo del cinema.” Vero, sono ben vent’anni che Gabriele Mainetti studia e opera nel mondo dello spettacolo ma in pochi, forse, lo ricordano nel ruolo di attore: ad esempio, se vi dicessimo Alberto, Nonno Libero, Maria… insomma, “Un Medico in Famiglia”? Siamo certi che con un piccolo sforzo di memoria ricorderete proprio il bel faccione di Mainetti alle prese con una delle fiction più seguite degli anni duemila: Adriano Mosca il suo primo personaggio televisivo.

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E non solo, perché Gabriele Mainetti prima di avventurarsi nel mondo dei supereroi ha avuto la fortuna di lavorare al fianco di altri attori di grandissimo spessore: “La Nuova Squadra” la ricordate? Bene, allora riavvolgete il nastro e fate attenzione all’agente Lele Savarese; come dite? Sì, proprio lui, nella stessa squadra di Marco Giallini ritroviamo il bravo Mainetti. Ma non solo questo, prima di “Lo Chiamavano Jeeg Robot” il produttore della “Goon Films” si è divertito a realizzare cortometraggi, come ad esempio “Basette” del 2008, o video-clip musicali come quelli per il rapper Salmo. Insomma, la fama è arrivata nel 2016 ma il bravo Mainetti ha sudato sette camicie per individuare la ricetta giusta: a lui il merito di aver scovato il mix vincente per la rivoluzione del mondo cinematografico italiano.

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