in , ,

Gabriele Rofi, “Ritorno al futuro”: per dipingere Expo 2015 ci vuole cuore

“Ritorno al futuro”, perché per avere o almeno immaginare un futuro migliore, non dobbiamo smettere di ricordare il nostro passato anzi “Dobbiamo ritornarci per recuperare le cose essenziali”, afferma Gabriele Rofi. Può essere una sintesi per raccontare le 12 opere che il 44enne pittore livornese trapiantato a Milano, ha realizzato per il percorso dedicato a Expo 2015 presso Art@Pwc, la galleria ospitata dalla sede milanese della nota multinazionale della consulenza.

L’impatto con l’esposizione, visitata nel giorno dell’inaugurazione, è di quelli che non si dimenticano. Rofi in “Ritorno al futuro” ci ha messo il cuore – simbolicamente rappresentato da un mela sul petto in un autoritratto molto riuscito – ed offre un punto di vista non banale sul tema portante della grande esposizione universale,”Nutrire il pianeta”.

Uno sguardo, quello del pittore livornese, che raramente si posa benevolo sulla realtà, per scegliere invece un taglio di netta denuncia delle contraddizioni che viviamo ogni giorno, in particolare sul tema dell’alimentazione. Denuncia che arriva diretta come uno schiaffo, a partire dall’immagine scelta per il manifesto della mostra milanese: una donna anziana, colta nell’atto di rovistare in un cassonetto dei rifiuti per trovare qualcosa di cui cibarsi. “Ho voluto dare un segnale forte – spiega Rofi – per non nascondere la critica ad una società che si dice evoluta ma ancora oggi vede alcune persone in grave difficoltà persino a reperire il cibo con cui sostentarsi”.

E’ un viaggio di espiazione quello che ci propone Rofi, che arrivato alla pittura  alla soglia dei quarant’anni dopo un lungo percorso di crescita artistica, si misura qui con la dimensione pubblica dell’arte, proiettato in una dimensione politica che proprio qui a Milano ha visto cimentarsi illustri e famosissimi predecessori, uno su tutti il patafisico Enrico Baj. Un viaggio che è, appunto, un “ritorno”, per “Riprendersi le cose che abbiamo dimenticato per strada, perdendo molto anzi troppo di noi stessi”, dice Rofi che fin dalla scelta della cartapaglia per le didascalie delle sue opere vuol tenere ben saldo questo legame con la storia che ritorna e, a nostro avviso, ci riesce con naturalezza, senza forzature.

“Sono arrivato a questo lavoro su commissione quasi per caso – spiega Rofi – frequentando la galleria espositiva di Pwc, che ha avuto la lungimiranza e l’attenzione di affidare ad un giovane come me un lavoro su un tema così importante”. La mostra “Ritorno al futuro” fa parte infatti di un percorso espositivo che vedrà succedersi diversi artisti, sempre allo spazio Art@Pwc durante tutto il periodo di svolgimento dell’esposizione universale.

rofi_11

Abbiamo avuto la fortuna di essere accompagnati da Gabriele in persona alla scoperta del percorso di “Ritorno al futuro”, tra visioni realiste e trasfigurazioni del quotidiano, che sfociano in una critica mai di maniera, sempre schietta. Come quella che si legge in una delle opere più riuscite, quella che ritrae un bambino intento a mangiare un piatto di pasta, in piedi davanti alla televisione, solo il volto illuminato dalla luce delle schermo, lo sguardo vuoto. Oppure ancora quella che si legge nell’autoritratto in cui Rofi realizza il “selfie” di un bevitore di vino: una visione solipsistica del consumo e del cibo che vuole raccontare quanto la dimensione multimediale odierna, dominata dall’ossessiva presenza della tecnologia, ci consegni invece troppo spesso alla solitudine più amara.

Quando abbiamo chiesto a Gabriele se non giudicasse forse un po’ negativo il messaggio che traspare complessivamente da questa esposizione ci ha mostrato il quadro che raffigura il volto di un ragazzo di colore che domina con lo sguardo un numero imprecisato di uomini, posti sotto di lui, più in basso. “Uno sguardo che non giudica, ma allo stesso tempo uno sguardo di distacco, di netta dissociazione da alcune storture del mondo odierno”, dice Rofi. E’ un po’ la sintesi di questa mostra che ci ha fatto conoscere un giovane artista che si farà certamente sentire ancora in questa dimensione “pubblica” in cui ha dimostrato di muoversi con schiettezza e notevole impatto comunicativo.

Gabriele Rofi, “Ritorno al futuro”, spazio Art@Pwc, via Monte Rosa 91, Milano (fino al 10 aprile 2015).

rofi_2

rofi_10

rofi_3

rofi_4

rofi_5

rofi_6

rofi_7

rofi_8

rofi_9

 

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

Chi sono Le Donatella

Le Donatella: ecco chi sono le vincitrici dell’Isola dei Famosi 2015

Carlos Tevez

Tevez show, l’argentino trascina la Juventus verso il quarto Scudetto