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Gabriele Rossi e Marina Lia, Equilibri: doppia intervista esclusiva

Gabriele Rossi è tornato ad una delle sue prime passioni, quella legata alla coreografia e alla danza. Dopo il successo raggiunto da Un Passo dal Cielo 3, il giovane e talentuoso attore, insieme a Marina Lia, Presidente della Fondazione Devlata, ha dato vita ad una performance teatrale denominata Equilibri. Di cosa si tratta? UrbanPost li ha intervistati per capirlo meglio e per farsi raccontare tutti i diversi aspetti dello spettacolo.

Come è nato Equilibri, il nuovo progetto che vi cede coinvolti?

Gabriele Rossi: Equilibri è nato dall’idea di mettere a frutto la grande possibilità che ci è stata data dalla Fondazione Devlata, mettere a frutto cioè ciò che poteva nascere nella Fondazione. Io in qualità di coreografo e direttore della compagnia ho potuto usufruire di un teatro nel quale sperimentare tutte le avanguardie attuali, soprattutto nella video arte. Abbiamo infatti un progetto di video arte sensoriale con la quale la musica reagisce con il movimento dei ballerini e la luce. Oltre a ciò la nascita di Equilibri è stata aiutata da una pulsione iniziale che ci è venuta da Bolli, che sarebbe una mascotte, chiamiamolo così. È stato lui, figlio della presidente della Fondazione che ha soltanto 12 anni, un ragazzo con il quale io ho lavorato per un anno, a mettere in sinergia tutta una serie di reazioni spontanee sulle quali abbiamo preso le linee per portare in scena ciò uno spettacolo equilibrato, ecco anche perché si chiama Equilibri, fra danza, funambolismo e video arte; le tre caratteristiche basiche del tutto.

Cosa ci potete raccontare in merito allo spettacolo? Cosa dovrà aspettarsi il pubblico?

Gabriele Rossi: Lo spettacolo è una immersione totale all’interno dei sensi. Si mettono alla prova tutti i cinque i sensi. Noi abbiamo messo in piedi un tipo di spettacolo che fa entrare lo spettatore all’interno del tutto anche grazie a proiezioni 3d che permettono un’immersione totale all’interno della scena, oltre ai fasci di luce che avvolgono anche il pubblico.

Quante e quali emozioni saranno in ballo in questa nuova esperienza?

Gabriele Rossi: Per noi è stata una emozione vedere la maniera in cui il progetto è nato. Siamo partiti da una di equilibrio che ci era stata data da alcune letture, però poi in itinere abbiamo capito che si poteva dare un ampio respiro e una direzione molto più larga a quelle che sono le strade da porte prendere perché lo spettacolo diventa, di volta in volta, lo stiamo sperimentando provandolo, diverso. È in continua evoluzione. Ogni volta che proviamo a rimettere in gioco dei dettagli, grazie ad un sistema tecnologico, ogni spettacolo non è uguale al precedente. C’è quindi una unicità dell’atto come se fosse una performance di arte contemporanea, arte irripetibile. Basta alterare alcuni fili del gioco ed improvvisamente lo spettacolo cambia.

Marina Lia: E’ una sperimentazione continua.

Gabriele Rossi: A livello di emozioni si passa dal gran finale che è la leggerezza assoluta con una video proiezione che ci accompagna all’interno di un mondo fantastico. La musica di Luca Biada da una dimensione assolutamente divertente come se tutto ciò fosse un antidoto alla vita che spesso purtroppo non è sempre così leggera. Arriviamo però alla situazione finale da un percorso che all’inizio è incentrato sulla disabilità, data dal funambolo. Si parte dal caos e si arriva ad un ordine ritrovato.

C’è qualche aneddoto divertente che è accaduto durante le prove?

Marina Lia: Il divertente durante le prove è sicuramente dato da Bolli che ha uno sguardo sulla vita sempre agli antipodi del nostro, sempre meravigliato, sempre estasiato, sempre contento. Lui oltre alle cose coreografate che conosce alla perfezione, ci sono momenti in cui non si sa trattenere ed interviene spontaneamente. Entra in scena, anche se non è il suo momento, e ha uno sguardo talmente divertito ed estasiato che porta le persone a guardare il tutto con il suo sguardo. (Un vero e proprio momento catartico, un momento così spontaneo e bello, che aggancia ancora di più lo spettatore e che permette a tutti di entrare appieno nello spettacolo).

C’è l’idea di portare lo spettacolo in giro per l’Italia?

Marina Lia: Certamente sì; anche la possibilità di modificarlo, ampliarlo. Abbiamo fatto quindici giorni di sperimentazione e abbiamo lasciato tutte le porte aperte.

Gabriele Rossi: Questo spettacolo è come se fosse una scatola che si può riempire con tante cose.

Marina Lia: uno spettacolo che può essere modificato, avendo la scatola pronta lo si può riempire di ciò che si vuole in ogni città.

Gabriele Rossi: stiamo definendo le date in questi giorni. A breve ci saranno novità. Sicuramente saremo prossimamente a Roma.

C’è qualcosa che volete aggiungere?

Marina Lia: Sì. Una cosa ci sarebbe. Vorrei sottolineare una delle particolarità dello spettacolo che riguarda il fatto che esso sia nato non dentro ad un teatro ma dentro ad uno chapiteau di un circo che rimane qui da noi in Fondazione e che potrà servire poi per ospitare altri progetti.

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