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Gatti e psicosi: secondo la Scienza non esiste alcun legame

Un recente studio scientifico aveva messo in correlazione i gatti e l’insorgenza della psicosi. Avere uno di questi piccoli felini in giro per casa, secondo le ipotesi, poteva essere pericoloso per la nostra salute mentale. Uno nuovo recente studio, pubblicato su Psychological Medicine e condotto e coordinato da Francesca Solmi, studiosa di psichiatria all’University College di Londra, smentisce questo legame.

Avere gatti in casa non aumenta il rischio di psicosi. Le ultime ipotesi in merito si basavano sull’assunto per cui il gatto sia portatore della Toxoplasmosi gondii: si tratta di un parassita che può comportare disturbi mentali come la schizofrenia. Il nuovo studio ha preso in esame 5 mila soggetti nati tra il 1991 e il 1992 e seguiti fino alla maggiore età. Dai dati è emerso che tenere in considerazione gli altri fattori che possono condurre alla psicosi e tenere gatti in casa, il legame svanisce. Come spiega la dottoressa Solmi: “Una volta che abbiamo tenuto in considerazione fattori come il sovraffollamento domestico e lo stato socioeconomico i dati hanno dimostrato che i gatti non devono essere colpevolizzati“.

James Kirkbride, responsabile del nuovo studio, ha aggiunto: “Il nostro studio suggerisce che possedere un gatto durante la gravidanza o la prima infanzia non espone direttamente al rischio di sviluppare più in là nel tempo i sintomi di una psicosi“. La Toxoplasmosi, infatti, è conosciuta soprattutto per i gravi danni che potrebbe comportare al feto se contratta in gravidanza. Come raccomanda però Kirkbride: “Raccomandiamo alle donne incinte di continuare a seguire il consiglio di non maneggiare lettiere del gatto sporche nel caso in cui contengano T. gondi”.

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