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Gaza, medico italiano lancia appello: “Mandateci suturatrici meccaniche”

Cosimo Le Quaglie è un chirurgo toracico 35enne di Medici senza frontiere, impegnato sul campo di Gaza, nell’Ospedale generale di Al Shifa, in queste terribili settimane di guerra. Il suo è un impegno molto duro e lodevole, che ogni giorno lo porta a cimentarsi in quella che lui stesso definisce “chirurgia di guerra”: “Qui ho visto qualcosa di diverso dal solito. I feriti arrivano in pronto soccorso ‘a gittate’, poco dopo ogni bombardamento. Per la maggior parte sono giovani, anche bambini, con fratture esposte, traumi cranici e addominali, vasi e arterie ‘stracciate’ dalle schegge delle granate”.

Il giovane volontario, approfittando di un’intervista rilasciata all’Adnkronos, ha lanciato un appello a tutte le aziende mediche in Italia: “Non ci sono suturatrici meccaniche, che ci permetterebbero di accelerare notevolmente il lavoro. E mancano anche collanti, sigillanti, patch e fili di sutura di ultima generazione: qui si usano i fili di seta, che noi impiegavamo 25 anni fa”.

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