in

Genova, crollo ponte Morandi cause e responsabilità: i 13 nomi di chi “sapeva” (LISTA)

Insieme alla relazione con la quale i consulenti dei magistrati escludono che il crollo del viadotto sia stato provocato da un attentato o da un fulmine, sulla scrivania del pm arriva un elenco di 13 persone: chi sapeva con certezza delle criticità del ponte, chi da tre anni a questa parte ha visto passare dal suo ufficio documenti, mail, progetti e comunicazioni varie. Il delicato lavoro di ricognizione e di ricostruzione dei ruoli avuti nella vicenda è stato compiuto dagli uomini del primo gruppo della Guardia di finanza di Genova. A ricostruire le indagini fin qui portate avanti è La Repubblica che, nell’edizione odierna, fa il punto della situazione. Anzitutto sulle date: il 31 ottobre 2017 la società invia al ministero la documentazione, che il primo febbraio 2018 passa al vaglio del Provveditorato, e solo l’11 giugno 2018 gli uffici romani delle Infrastrutture firmano il decreto e danno il via libera. Peraltro, Autostrade ieri con una nota ha ribadito che insieme al progetto di intervento straordinario comunque ‘nessuno ravvisò, analogamente al progettista,  elementi di urgenza’. Ma chi era a conoscenza del possibile crollo del Ponte Morandi? Tredici nomi che, stando allo scambio di email, almeno dal 2015 erano a conoscenza di alcune criticità relative al ponte (tant’è che il progetto di “retrofitting” nasce in quel periodo).

Leggi anche: Genova, crollo ponte Morandi: video Autostrade non manomesso, acquisito filmato di un’azienda

Crollo Ponte Morandi cause e responsabilità: chi sapeva?

L’elenco è preciso, con tre nomi del Mit: Vincenzo Cinelli, direttore generale della Vigilanza, Bruno Santoro, capo della Divisione tecnico-operativa della rete autostradale, e Giovanni Proietti, responsabile della Divisione analisi e investimenti. Ci sono anche i vertici di Autostrade per l’Italia: il presidente del cda Fabio Cerchiai, l’amministratore delegato Giovanni Castellucci, il direttore centrale Operation Paolo Berti, il direttore del Primo Tronco di Genova Stefano Marigliani e Michele Donferri, direttore delle Manutenzioni e degli Interventi.Crollo ponte a Genova, Di Maio su revoca concessioni: «Atteggiamento di Autostrade vergonoso»

Il piano di Autostrade per demolire e ricostruire il ponte crollato a Genova

People attend the State funeral for the victims of the Genoa highway-bridge-collapse disaster, Genoa, Italy, 18 August 2018. The Morandi bridge partially collapsed on 14 August, killing at least 41 people. ANSA/LUCA ZENNARO

Crollo Ponte Morandi cause e responsabilità: la lista si allunga

E ancora, Repubblica nella sua edizione odierna evidenzia la presenza di altri nomi: “(…) La lista si allunga con chi a Spea si è occupato in un modo o nell’altro del monitoraggio del ponte Morandi: l’amministratore delegato Antonino Galatà, il responsabile del progetto di “retrofitting” Massimiliano Giacobbi e il capo del piano sicurezza Massimo Bazzanelli. Completano l’elenco il provveditore alle Opere pubbliche Roberto Ferrazza e Carmine Testa, capo dell’Ufficio ispettivo territoriale del Mit che ha sede a Genova”. Gli investigatori hanno fornito anche una lista aggiuntiva, con i nomi di altre 12 persone, che prima del 2015 hanno rivestito ruoli di responsabilità nei vari enti interessati alla tutela della sicurezza statica e al monitoraggio del ponte.

Matteo Renzi contro il Governo Conte: “La politica non si fa con i like su Facebook”

DDL anticorruzione 2018 testo: quali novità in arrivo? Ecco le linee guida, occhio alle polemiche