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Genova, tenta con uno stratagemma di superare l’esame della patente: finisce in ospedale

Doveva sostenere l’esame della patente, ma non si sentiva pronto, probabilmente perché non aveva  studiato abbastanza. Per questo aveva chiesto l’aiuto di un complice esterno che gli suggerisse le risposte attraverso delle auricolari. Anziché prepararsi alla prova teorica il ragazzo aveva pensato a come aggirare le difficoltà dell’esame, ricorrendo alla tecnologia. La polizia stradale di Genova ha smascherato il suo piano raffinato ed elaborato e il trentenne pakistano, protagonista di quest’incredibile vicenda, è stato denunciato per falso in atto pubblico. 

Giovane pakistano tenta «barare» all’esame della patente

Il giovane si era presentato negli uffici della Motorizzazione civile con uno smartphone incollato alla parte interna del suo maglione pesante dalle cui larghe coste si riusciva ad intravedere la piccola videocamera del cellulare. Attraverso quest’ultima poteva mostrare al suo complice fuori la scheda da compilare. Per comunicare con l’esterno invece, il trentenne aveva sia un microfono con un cavo incollato sopra la spalla destra, sia un auricolare wireless di dimensioni ridotte, che aveva pensato bene di inserire in profondità nell’orecchio sinistro. Attenzione a questo dettaglio, perché è piuttosto importante per la piega che prenderà ad un certo punto questa storia.

Smascherato dalla polizia stradale

L’esame si sarebbe svolto senza che nessuno si accorgesse dell’inganno: il giovane aveva risposto correttamente a tutte le domande presenti sul test. Quando stava per uscire però l’imprevisto, spiegato dalla polizia stradale che ha fermato il ragazzo: «A questo apparato da film di spionaggio e a tanta ingegnosità ha fatto seguito invece un utilizzo alquanto maldestro di questi dispositivi poiché improvvisamente, durante l’esame, è risuonata nell’aula la fortissima voce metallica dell’ignoto suggeritore, chiaramente udita anche dagli altri candidati e dalla commissione d’esame, ma non compresa perché straniera». Gli investigatori della Stradale sono così subito intervenuti, identificando e denunciando lo straniero, che al momento del fermo aveva già risposto correttamente a tutte e 40 le domande della scheda di esame. Tutto il materiale è stato sequestrato e sono in corso accertamenti, ma non è finita qui.  Per recuperare in sicurezza l’auricolare wireless che ha tradito il candidato è stato necessario fare ricorso all’otorinolaringoiatra della clinica specialistica dell’ospedale San Martino. Purtroppo per il trentenne, infatti, l’auricolare era rimasta incastrata nell’orecchio. Davvero una giornata terribile per lui.

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