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Il caso Alessandra Del Verme e le azioni: i conflitti d’interesse di Paolo Gentiloni

Non bastasse la litania di guai che lo stanno logorando, dall’ex-Ilva al crac della Popolare di Bari, il premier Giuseppe Conte avrà presto un’altra grana da risolvere. Questa volta si tratta di una nomina. Quella di Alessandra Dal Verme, posta nello scorso maggio dall’allora ministro Giovanni Tria a capo del nuovo dipartimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze che si occupa di investimenti, all’interno della Ragioneria dello Stato. Un nomina, che i retroscena di palazzo da tempo descrivono come ben poco gradita a Conte, perché pensata da Tria (e da chi nel primo esecutivo Conte lo sosteneva) per limitare il “potere” del premier sui flussi di denaro pubblico per investimenti e finanziamenti.

Chi è Alessandra Dal Verme

Classe 1960, laureata in economia e commercio, Alessandra dal Verme si è specializzata in commercio internazionale prima con una borsa di studio presso l’ICE (Istituto per il commercio estero), poi presso la Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione. Si è poi specializzata in bilanci, sostenendo poi l’esame per l’iscrizione all’Albo dei revisori contabili (1995). Dopo un’esperienza decennale nel settore bilanci e ispezione all’AGCOM, Dal Verme ha vinto un concorso per dirigente di seconda fascia del Ministero dell’Economia e delle Finanze, entrando in organico nel 2007. E’ sposata con il fratello dell’ex premier e attuale Commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni Silveri.

alessandra dal verme

Il ruolo dirigenziale al Mef e la nomina del cognato a Commissario Ue

Alessandra Dal Verme, come si legge nel suo curriculum vitae pubblicato sul sito del Mef, ricopre il ruolo di dirigente dell’ispettorato generale per gli affari economici, nel dipartimento della Ragioneria dello Stato. Questa struttura, come si evince dallo stesso curriculum professionale della Dal Verme, si occupa di “problemi economico-finanziari concernenti la cooperazione internazionale”. Il ruolo prevede la “partecipazione in rappresentanza del Ministero in seno alla delegazione italiana ai comitati finanziari e gruppi di lavoro presso OCSE, FISA, ESO, OIL, UNIDO, Organizzazione meteorologica europea, IUE, FAO, CERN, Cooperazione allo sviluppo presso Consiglio Dell’Unione Europea.

Perché la dottoressa Dal Verme, stimata tecnica dalla lunga esperienza professionale al servizio dello Stato, rappresenta un problema? E’ molto semplice. Perché è sposata con il fratello dell’ex premier Paolo Gentiloni Silveri, da qualche settimana nominato Commissario europeo per l’economia. La dirigente della nuova potente struttura del Mef che deve occuparsi degli investimenti, finanziamenti Ue inclusi, è una congiunta del commissario europeo di riferimento: un caso unico in Europa che può creare più di un imbarazzo al governo Conte. La questione dell’incompatibilità è già stata sollevata al momento della nomina di Paolo Gentiloni, ma ora rischia di diventare un vero e proprio caso. Perché da quanto sappiamo ad oggi la Dal Verme non si è dimessa, continuando ad occuparsi di fatto della struttura cui era stata posta a capo dal ministro Tria. Questo anche perché avrebbe dovuto rinunciare, dopo il cambio di poltrona al Mise e l’arrivo di Gualtieri, all’ambito ruolo di Ragioniere generale, assumendo invece la carica di “vice”. Altri retroscena la danno invece ancora in corsa per il ruolo di direttore del Demanio.

La Dal Verme è sempre al suo posto e Gentiloni ha un altro potenziale conflitto d’interesse

Alessandra Dal Verme è attualmente ancora al suo posto di capo dell’ispettorato generale per gli affari economici, nonostante le voci di possibili avanzamenti di carriera di cui abbiamo parlato. Tantomeno si è dimesso Paolo Gentiloni. Sì perché l’incompatibilità è un problema suo, non della Dal Verme, già in carica come dirigente dell’ispettorato generale per gli affari economici nel dipartimento della Ragioneria dello Stato al momento della nomina dell’ex premier a Commissario europeo. Gentiloni inoltre potrebbe avere un conflitto d’interesse con il ruolo di Commissario Ue in quanto detentore di titoli azionari di due colossi quali Amazon ed Expedia.

gentiloni conflitti interesse

Come ha scritto tempo fa Business Insider Italia, “ben 111.141 euro sono frutto di azioni Amazon e quasi 12.000 euro di azioni Expedia, due colossi digitali statunitensi che, secondo quanto trapela ormai da mesi, saranno oggetto, assieme agli altri big del settore, di uno dei più importanti dossier europei, quello relativo alla cosiddetta digital tax. Paolo Gentiloni ha dichiarato azioni e titoli per un valore di circa 700.000 euro che potenzialmente potrebbero entrare in conflitto di interesse”. Siamo certi che il caso politico scoppierà a breve, l’ennesima grana per l’incerottato Conte bis.

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