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George Clooney punta tutto su Monuments Men

Da Venezia, dove si sta svolgendo la settantesima Mostra del Cinema, George Clooney è tornato, di corsa, a Como, o meglio nella sua villa di Laglio dove, a suoi dire, grazie anche alla lontananza dallo stress del cinema americano, riesce a trovare la giusta ispirazione e dove, insieme all’amico e produttore Grant Heslov, archiviato Gravity, sta continuando a lavorare su Monuments Men, un nuovo film che, oltre alla produzione e alla sceneggiatura, lo vedrà anche impegnato come attore. Clooney ha assicurato di essersi scelto la parte migliore: “George Stout, una persona straordinaria, il curatore d’arte del Fogg Museum di Harvard”.

gioerge clooney

Riguardo a questo nuovo ed entusiasmante progetto, al settimanale Oggi, Clooney ha, infatti, raccontato che: “subito dopo aver fatto il film Le Idi di Marzo, Grant e io ci siamo riuniti per vedere cosa fare di nuovo. Lui aveva letto il libro di Edsel e mi ha spinto a leggerlo perché ci vedeva un bel film. Aveva ragione, così, appena terminata la produzione di Argo, ci siamo trasferiti sul lago ed abbiamo iniziato a scrivere” specificando di scrivere a mano, di attaccare i fogli ad una parete per poter montare la storia e di lasciare al collega il compito di ricopiare tutto sul computer, ovvero di delimitare la fase creativa mettendo nero su bianco il testo una volta per tutte.

Per Monuments Men Clooney è già riuscito a scucire agli sponsor, nonostante la crisi, ben 50 milioni di dollari. Sarà anche che la sua faccia è una garanzia di successo, ma il bel attore, nella stessa intervista, ha detto di aver convinto i capi della Sony dopo averli invitati a Villa Oleandra e aver letto e recitato loro il copione scritto: “a lavoro finito abbiamo invitato i capi della Sony e Como. In giardino c’è un gazebo molto suggestivo. È un posto che mi piace, un giorno ho radunato quelli della Sony e Grant e io abbiamo letto loro il copione facendo tutte le parti e spiegando le scene. Lo abbiamo fatto d’un fiato per otto ore e mezzo. Poi abbiamo stappato alcune bottiglie di buon vino e ci hanno dato l’ok”. Tutto merito della location e del vino? Forse, no. Sicuramente la lettura di un copione da parte di Clooney ha fatto la differenza, altrimenti, in Italia, sarebbero in molti a poter chiamare “i capi della Sony”, ed offrendo loro una piacevole sosta in un bel borgo antico e del buon vino locale, ottenere la somma richiesta.

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