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Giallo alla Bozzoli: si indaga per istigazione al suicidio, in fonderia cani cerca-cadaveri

Il procuratore di Brescia, Tommaso Buonanno, ha aperto due fascicoli tecnici di inchiesta contro ignoti in relazione alle vicende sulla sparizione dell’imprenditore 50enne Mario Bozzoli e la misteriosa morte del suo dipendente e coetaneo, Giuseppe Ghirardini, rinvenuto cadavere ieri. Si indaga per i reati di “sequestro di persona” e”istigazione al suicidio” al fine di consentire tutti gli accertamenti del caso agli inquirenti, fanno sapere dalla Procura di Brescia.

Il giallo nel giallo di Marcheno, nel Bresciano, sembra lontano dall’essere risolto. Oggi nella fonderia Bozzoli, da dove l’imprenditore, ormai è acclarato, non è mai uscito, è stato un giorno di rilievi e sopralluoghi. Sul posto da questa mattina insieme ai Ris anche la dottoressa Cristina Cattaneo, nota anatomopatologa forense che si sta occupando anche del caso Yara Gambirasio, chiamata ad analizzare eventuali frammenti ossei presenti nelle fornaci della ditta Bozzoli, dove gli inquirenti avrebbero ragione di pensare sia finito l’imprenditore scomparso dall’8 ottobre.

Nella ditta oggi gli inquirenti si sono avvalsi dell’aiuto di due cani speciali addestrati per fiutare i cadaveri. Atteso l’esito dell’esame autoptico iniziato alle 17 di oggi, 19 ottobre, sul corpo di Ghirardini che si ipotizza sia morto in seguito a malore causato dal freddo mentre si allontanava da casa per eludere l’interrogatorio cui a breve lo avrebbero sottoposto gli inquirenti.

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