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Gianna Del Gaudio news, il marito indagato rompe il silenzio: “Ecco chi l’ha uccisa”

Il delitto di Seriate vicinissimo ad una svolta. Dopo gli aggiornamenti sull’omicidio di Gianna Del Gaudio fatti ieri sera durante la diretta di Quarto Grado, l’impressione è infatti che manchino davvero pochi tasselli perché la procura di Bergamo porti a completamento il quadro investigativo sul caso, che ad oggi ha visto sempre un solito indagato: Antonio Tizzani, marito della ex professoressa uccisa.

Nei giorni scorsi una svolta nelle indagini pare aver reso la sua posizione oltremodo compromessa: una traccia del suo Dna misto a quello della vittima sulla lama dell’arma del delitto. Come si spiega la presenza del profilo genetico del 68enne in pensione se lui e i due figli hanno sempre dichiarato che il taglierino cutter in oggetto non era in uso alla loro famiglia? “Non l’abbiamo mai visto, quel cutter non è mai stato in casa”, ribadiscono infatti padre e figli. Una circostanza, questa, che alimenta i sospetti attorno ad Antonio Tizzani il quale, dopo settimane di silenzio ha deciso di parlare nuovamente con i giornalisti, assiepati quotidianamente davanti alla villetta del figlio Paolo, dove l’uomo risiede dal giorno dell’omicidio della moglie.

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Niente più battute ciniche, nessun sorriso sarcastico e battuta ironica, a cui Tizzani in questi mesi ci aveva abituato. Ieri l’indagato è apparso teso e provato, pieno di rabbia e desiderio di vendetta, come si evince da questo scambio di battute con Giorgio Sturlese Tosi, il giornalista inviato di Quarto Grado che si sta occupando del giallo di Seriate.

Ecco come Antonio Tizzani ha risposto alle sue domande:

Giornalista: «Potrebbe essere una delle ultime occasioni che abbiamo per parlare: se gli inquirenti dicono che il DNA sull’arma del delitto è suo, è chiaro che i sospetti si concentrano su di lei».

Tizzani: «E io cosa ho detto?»

G: «”Una contaminazione”».

T: «Voluta. E allora faccio Rambo, il giustiziere, mi devo soltanto armare… non so chi sia… chiunque sia stato a casa mia, chiunque sia stato amico mio e di mia moglie… sono convinto che sia stato uno che conosce tutti e due».

G: «Ma perché ce l’aveva con sua moglie, o con lei?»

T: «Con me… con me…».

G: «È stata un’azione per colpire lei, Antonio?»

T: «Eh, uccidendo lei…».

G: «Lei a chi hai fatto così tanto del male? Qualche torto sul lavoro?»

T: «Ci sto pensando… faccio una strage… fino a quando non mi arrestano. Però mi devono trovare».

G: «Quindi l’assassino secondo lei è quello che ha lasciato il DNA sul guanto?»

T: «No, chi lo conosce?»

G: «Lì ci sono due DNA: il suo e quello di uno sconosciuto».

T: «Non me ne frega un c… Chiunque sia stato a casa mia, conosce com’è fatta. Io non ho fatto niente: se uno non fa niente perché deve andare in galera? Per quale motivo? Io, di sera, molto tardi, prima di chiudere, mi metto qua a fare le preghiere…  non le faccio da solo… le faccio da qua, verso il camposanto, ma non mi aiuta mai… L’altro giorno hanno portato in caserma me e Mario: ci hanno fatto vedere le fotografie, che hanno fatto a Gianna quando… a me non le hanno fatto vedere ufficialmente: le hanno date a Mario. Però giù, dentro quella sala… ci sei mai stato? È dove c’ero io… e Mario fa: “La vedi mamma?”. Io da quelle fotografie, ogni tanto chiudo gli occhi e la guardo… lei era stupita con gli occhi… Devo farli fuori tutti. Quanti sono? 30? 40? O tra di loro si parlano, si vede chi c**** è stato… ma quello là deve morire. Quello lì… sennò pure gli altri, perché non hanno parlato. Tu ti rendi conto? Tu la vedi così, capito? Forse era per vedere come reagivo? Io reagisco male, te l’ho detto: ci sarà una strage. O me lo trovano, tra di loro, chi cazzo è stato, o io faccio una strage, ricordatelo questo. Per me è uno che conosce me, Gianna, casa mia».

Giornalista: «Doveva avere qualcosa contro… qualcosa contro che fosse vero o nella sua testa…».

T: «Nella sua testa, di sicuro, ce l’aveva».

G: «E quindi bisogna capire perché».

T: «Un pazzo. Questo pazzo è stato mai chiamato in causa?»

G: «Non si trova»

T: «Non si trova… ora fammene andare»

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