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Gianni Boncompagni contro Montalbano: “Gli darei l’ergastolo”

Il regista televisivo Gianni Boncompagni non sopporta Terence Hill e Luca Zingaretti nei panni, rispettivamente, di Don Matteo e il Commissario Montalbano, i personaggi protagonisti delle fiction più amate dal pubblico italiano. L’ideatore di Non è la Rai non usa mezzi termini e la spara proprio grossa: “Fucilerei Don Matteo a piazza Mazzini davanti al cavallo, con tutti gli autori. Terence Hill: fucilato con gli autori, avvertirei le famiglie. A Montalbano darei l’ergastolo!”.Gianni Boncopagni critica la tv di oggi

In un’intervista a IlGiornaleOff, Boncompagni parla a ruota libera, e non usa toni gentili nemmeno nei riguardi della dirigenza Rai: “Licenzierei l’ottanta percento delle persone assegnando un vitalizio. Ne bastano venti per mandare avanti la baracca.”. La tv di oggi non piace al pigmalione di Ambra Angiolini, eppure fu proprio lui, in certo qual modo, a cambiare il volto della tv negli anni ’90, puntando l’obbiettivo della telecamera verso delle giovani donne senza esperienza, catapultandole direttamente sotto i riflettori della macchina televisiva, anticipando ciò che accade oggi con i reality show, dove si diventa famosi in breve tempo e solo dopo, forse, si impara il mestiere dell’artista.

Nella sua critica sferzante all’assetto televisivo attuale, spicca la mancanza – a suo dire – della figura dell’autore, andata perduta perché soppiantata dal “format”: “L’autore non c’è più. Se lei cerca in tv oggi un corrispettivo di Amurri & Verde non ci sono più. Nella televisione che replicano d’estate si vede l’autore. Falqui ne prendeva di bravi. Nel format l’autore non serve. Oggi non c’è spazio, molti format sono pronti a scattare.”. 

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