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Giappone: “vagina 3D” sequestrata. Megumi Igarashi rischia il carcere

La vendita delle stampanti 3D, in Giappone è in crescita. D’altro canto, spesso vengono impiegate impropriamente. Dallo scorso maggio, infatti, le autorità hanno paura per la sicurezza giapponese poiché il numero dei reati legati all’uso abusivo di questi devices si sta allargando. Il primo arresto è stato quello del 27enne Yoshitomo Imura, impiegato in un’università privata nei pressi di Yokohama che sul web diffuse un video in cui spiegava i processi per la creazione e assemblaggio di due armi da fuoco di plastica, capaci di sparare.

vagina 3d giappone arrestata artista

Gli oggetti stampabili con questi dispositivi sono molteplici. Se l’idea dei medici è creare delle radiografie o organi tridimensionali, innovativi nel campo medico, l’idea di Megumi Igarashi, un artista di 42 anni è stata considerata dalle autorità “oscena”. La donna, conosciuta anche come Rokudenashiko è stata arrestata in quanto avrebbe inviato per email la scansione tridimensionale della propria vagina a tutti coloro che avevano partecipato alla donazione per costruire: Manbo (o Pussy Boat), una tra le sue opere più recenti, scolpita proprio a partire dalla scansione.

Il kayak a forma di genitali femminili non sarebbe l’unica opera incentrata sulla sessualità sequestrata dalle autorità. La donna, rischia fino a due anni di pena detentiva. Secondo l’attivista Minori Kitahara: “Quella giapponese è una società dove coloro che provano a esprimere la sessualità femminile sono oppressi, mentre quella degli uomini è ampiamente tollerata”.

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