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Giffoni Film Festival 2016, Luca Marinelli: “Il cinema mi fa sognare, ecco i miei progetti futuri”

All’anagrafe Luca Marinell”, negli ultimi quattro mesi per tutti “Lo Zingaro” di “Lo Chiamavano Jeeg Robot”: l’attore romano, classe 1984, è reduce da un 2016 da brividi, come testimonia l’importante riconoscimento ottenuto lo scorso aprile con il David Di Donatello in qualità di “miglior attore non protagonista” per la pellicola realizzata da Gabriele Mainetti. Ma non solo, perché nel corso dell’ultimo anno è stato apprezzato anche per l’importante ruolo di co-protagonista, insieme ad Alessandro Borghi, in “Non essere cattivo”, ultimo lavoro del compianto maestro Caligari. Al Giffoni Film Festival 2016, proprio Luca Marinelli, ha voluto trarre un bilancio: “È stato un anno molto intenso e, se devo dirla tutta, non credo ci sia crisi nel cinema italiano. Ci sono film bellissimi, mai come in questi anni.” L’attore, lanciatosi nel mondo del cinema con “La solitudine dei numeri primi”, realizzato nel 2010 da Saverio Costanzo, ha preso parte anche alla pellicola di Paolo Virzì, “Tutti i Santi Giorni”, oltre a una piccola parte ne “La Grande Bellezza” di Sorrentino. Ma sul rapporto con i suoi personaggi, l’attore romano, in occasione del Giffoni Film Festival, fa un intrigante parallelo mettendo in risalto lo Zingaro di Lo Chiamavano Jeeg Robot e Cesare di Non essere cattivo: “Seppur molto diversi, riesco a porli sullo stesso piano: quando ho portato il film nei carceri, qualcuno mi ha detto che Cesare fosse un ‘non cattivo’ quanto un disperato che ha agito di conseguenza; Lo Zingaro è terribile, perfido nel vero senso della parola.”

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Qual è il sogno di Luca Marinelli dal punto di vista artistico? L’attore romano non ha dubbi e al pubblico del Giffoni Film Festival ammette: “Mi piacerebbe rifare Indiana Jones, magari un altro remake. Sarebbe sicuramente peggio dell’altro – scherza Marinelli – ma sarebbe almeno diverso.” Battute a parte, la spalla di Alessandro Borghi non ha dubbi: “Mi piacerebbe tornare a teatro, sebbene sia molto rischioso. Ma è la mia passione, lo adoro. Rispetto al cinema sono due ambienti molto differenti ma della stessa città.” Il tormento di Cesare e dello Zingaro, presenti anche in Marinelli? “Assolutamente no, sono ruoli belli da interpretare ma per fortuna solo maschere. Non sono tormentato.” ha dichiarato l’attore al pubblico del Giffoni Film Festival 2016.

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E sui prossimi impegni cinematografici? Presto vedremo il giovane attore romano impegnato in tre film: il primo è “Lasciati andare” di Francesco Amato, il secondo “Tutto per una ragazza” di Andrea Molaioli e “Il Padre di Italia” di Fabio Mollo, regista che in passato ha lavorato anche con Vinicio Marchioni. E proprio su quest’ultimo lavoro, Luca Marinelli racconta: “Lo abbiamo terminato di girare a maggio, parla di un viaggio di due persone che dal nord Italia arrivano in Calabria…”

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