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Gilberta Palleschi, a Quarto Grado l’appello dei familiari: “Vogliamo una giustizia esemplare!”

Ha scelto la sua vittima a caso, Antonio Palleschi. L’ha adocchiata mentre passava per strada, intenta a fare jogging, e ha aspettato il momento adatto per mettere in atto la sua barbarie. Il caso ha voluto che la ‘preda’ scelta dal muratore 43enne di Sora fosse proprio Gilberta Palleschi. Il suo stesso cognome, lo stesso paese, ma nessun legame tra loro. L’insegnante di inglese è stata massacrata di botte, presa a calci e pugni, stordita e uccisa con un colpo di pietra alla nuca. Il raptus omicida del muratore è scattato quando Gilberta si è apposta con tutte le sue forze ad un tentativo di stupro. Si è ribellata, ha urlato, si è dimenata. Un uomo ha sentito le sue grida, mentre stava seduto in giardino, nella sua abitazione, poco distante dalla strada sterrata di località Broccostella, dove stava avendo luogo l’aggressione alla professoressa. Una testimonianza preziosa, questa, per gli inquirenti che da 40 giorni hanno cercato la verità.

Il killer è stato identificato dagli investigatori grazie ad una videocamera di sorveglianza di un’abitazione. Come mostrato durante la diretta di Quarto Grado, stasera, l’obbiettivo riprende Gilberta passare alle 10,30 e poco dopo, alle 10,50, una Nissan in direzione opposta alla sua. Alla guida c’è proprio Antonio Palleschi che vede Gilberta, fa inversione di marcia, la sorpassa alle 11,04 e l’aspetta nella strada sterrata che di lì a poco l’insegnante di inglese percorrerà. La brutalità con cui il muratore ha infierito sul suo corpo, è resa maggiormente aberrante perché seguita nelle 24 ore successive al delitto da un tentativo di violenza sessuale sul cadavere.

Antonio Palleschi è stato identificato dalla polizia anche perché ha precedenti penali per tentata violenza sessuale, risalenti al 1998 e al 2010; reati per i quali l’uomo ha scontato 1 anno e 10 mesi di carcere. Non credono al raptus improvviso i familiari di Gilberta, che tramite il loro avvocato Massimiliano Contucci chiedono una “giustizia esemplare”. Massimo della pena ed isolamento diurno per questo efferato assassino, che ha perpetrato un depistaggio lucido e pianificato, che niente ha a che vedere con la follia. Ne è convinto Roberto, fratello di Gilberta: “Se non avremo giustizia esemplare, ce la faremo da soli”, ha dichiarato ai microfoni di Quarto Grado. Domani alle 15,00 a Sora avranno luogo i funerali di Gilberta e sarà proclamato il lutto cittadino.

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