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Giornata contro le mafie: Emanuele Schifani, figlio di Vito, ricorda il padre morto nella strage di Capaci

In occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, Caterina Balivo ha invitato al programma di Raiuno Vieni da Me Emanuele Schifani, il figlio di Vito, agente di polizia rimasto ucciso nella strage di Capaci il 23 maggio del 1992. Con questi persero la vita i colleghi Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, oltre al magistrato Giovanni Falcone, vero obiettivo dell’attentato ordito da Cosa Nostra, e alla moglie Francesca Morvillo. È difficile per Emanuele guardare sul video le immagini che scorrono: «Sembra un film! È la foto emblema degli anni ’90», commenta il giovane oggi ufficiale della Guardia di Finanza.

«Ho una responsabilità enorme. Io non sono semplicemente Emanuele Schifani, io sono il figlio di Vito Schifani!»

«Ti pesa il cognome?», chiede incuriosita la conduttrice, «Il cognome importante pesa anche in questo momento», replica Emanuele Schifani, che aggiunge: «Ho una responsabilità enorme. Io non sono semplicemente Emanuele Schifani, io sono il figlio di Vito Schifani. Non vivo solo per me, ma anche per papà. Sono il ricordo vivente di quello che è stato mio padre. Sento di doverlo fare come testimone!». Certe ferite non si rimarginano, si fa fatica. Nel 1992 Emanuele aveva soltanto 4 mesi, del padre non può ricordare nulla, sa soltanto quello che gli ha raccontato la madre, Rosaria Costa, e le tante persone che avevano avuto la fortuna di conoscere il papà, eroe morto per lo Stato. «Con mia madre non ne abbiamo mai parlato apertamente, ne abbiamo parlato a poco a poco. Pezzo a pezzo. Diciamo che in maniera quasi naturale cominci a conviverci col dolore e insieme nasce il desiderio di conoscere, di scoprire!». Il giovane, prossimo ai 28 anni, ha affermato: «Ci sono cose che sono solo mie. Non avrei mai pensato di parlarne in televisione. Sono contento però che questa possibilità sia data a me e ai figli delle vittime proprio perché quello che è successo non avvenga più!».

«Sappiate che anche per voi c’è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio!»

Dopo la strage di Capaci, Rosaria Costa ha deciso di lasciare la Sicilia. All’età di tre anni nella vita di Emanuele è entrato un altro uomo, il nuovo compagno della madre, che lui teneramente chiamava «Signore» all’inizio, poi «papà». Per lungo tempo la vedova di Vito Schifani ha deciso di non volerne più sapere di Palermo e di voltare pagina, poi è maturato in lei il desiderio di farsi portavoce del dolore, che come un Crocifisso i parenti delle vittime della Mafia portano sulle spalle. Le parole pronunciate in chiesa il giorno dei funerali da Rosaria Costa sono un ricordo più che mai vivo della strage di Capaci: «Io, Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani – Vito mio – battezzata nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, a nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato – lo Stato… – chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso. Chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso. Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c’è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, però, se avete il coraggio… di cambiare… loro non cambiano, non vogliono cambiare!». Caterina Balivo visibilmente commossa ha voluto riproporre quel filmato, a piangere assieme a lei lo stesso Emanuele. E con loro il pubblico e siamo certi anche i telespettatori da casa.

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(foto Twitter: “Vieni da me” profilo ufficiale)

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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