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Giornata della Memoria 2015: i 10 film più belli per non dimenticare

Per la Giornata della Memoria 2015 la parola d’ordine è ricordare, ma ricordare non è sempre facile. Il tempo passa e le immagini un tempo tanto vivide perdono di intensità si sbiadiscono nella labile volatilità della memoria. Il cinema ci viene in soccorso confermandosi fedele estensione della memoria umana, scrigno immutabile che conserva le storie di tutta l’umanità, anche le più crudeli. Ecco una lista di pellicole immancabili nel giorno in cui l’oblio non è concesso e tenere gli occhi aperti diventa un dovere morale.

Il bambino con il pigiama a righe: Diretto da Mark Herman e uscito nel 2008, il film è tratto dall’omonimo romanzo di John Boyne. Il figlio di un ufficiale nazista esplora i dintorni di un non specificato campo di concentramento e, attraverso la recinzione, conosce e fa amicizia con una bambino coetaneo prigioniero del campo. Tenera storia di affetto che, attraverso gli occhi dell’innocenza, ci fa sentire il peso degli errori commessi.

The Reader: Diretto da Stephen Daldry nel 2008, porta Kate Winslet alla vittoria del Premio Oscar. Atipica storia d’amore tra un giovane studente e la più matura donna che si scopre successivamente essere un’ex guardia delle SS nei campi di concentramento. Struggente e particolare, una rilettura dell’Olocausto attraverso un dramma personale incentrato sul potere della conoscenza.

La Rosa Bianca: Diretto da tedesco Marc Rothemund nel 2005, il film ci catapulta nell’attualità politica della Germania nazista raccontando la storia della persecuzione di Sophie Scholl e il fratello, accusati di complotto ai danni di Adolf Hitler. Il gruppo di opposizione denominato la Rosa Bianca e la sua tragica sorte ci parlano di consapevolezza e volontà di redenzione da parte del paese che ha, suo malgrado, generato l’orrore della Shoah.

Ogni cosa è illuminata: Con la regia di Liev Schreiber del 2005. Un giovane ebreo di origini ucraine esplora la terra di origine della sua famiglia per rievocare la storia della propria gente e riappropriarsi delle proprie radici. Durante il percorso emergono, però, le tracce di un paese ferito e le voci di coloro a cui è stata tolta la possibilità di raccontare. Storia delicata e suggestiva di ricerca e salvaguardia della memoria storica.

Il Pianista: Regia di Roman Polansky per il film che nel 2002 vinse la Palma d’Oro al Festival di Cannes. L’occupazione nazista della Polonia è qui raccontata per mezzo delle sofisticata similitudine tra l’essenza impalpabile della musica è quella della memoria. Poetico e doloroso.

– Schindler’s List: Grande classico del 1993 di Steven Spielberg, girato in un nostalgico bianco e nero che accentua la drammaticità della storia di Oskar Schindler, imprenditore nazista che sopraffatto dalle sofferenze a cui assiste decide di dare una svolta al proprio destino e a quello di quasi 1000 prigionieri destinati a morte certa.

Notte e Nebbia: Breve ma intensissimo documentario del 1956 diretto dal regista francese Alain Resnais. La forza di questa piccola perla sta nella sovrapposizione e nella fusione di materiale di origine diversa, dalle pellicole d’archivio alle riprese a colori, in un crescendo di atrocità accompagnate da una colonna sonora magistralmente toccante.

Kapò: Pellicola del 1959 firmata da Gillo Pontecorvo e nominato come Miglio Film Straniero per il Premio Oscar. La devastante storia della giovane ebrea Edith, costretta a diventare aguzzina della propria gente in un campo di sterminio polacco, ci fa riflettere sulla capacità di sopravvivenza umana e sulla sottile linea che divide la vittima dal carnefice.

La vita è bella: Regia di Roberto Benigni per il premio Oscar al Miglior Film Straniero del 1997. La vita del campo di concentramento vista come un gioco, unico modo per risparmiare a un bambino il difficile compito di confrontarsi con una realtà di morte e sofferenza.

Train de vie: Film del 1998 diretto da Radu Mihăileanu. In un villaggio dell’Europa dell’est la notizia dell’arrivo dei nazisti mette in moto l’ingegno e la comunità organizza un finto viaggio di deportazione in treno per condurre gli abitanti verso la Palestina. La Shoah vista e raccontata attraverso il filtro dell’ironia, feroce quanto le tematiche affrontate.

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