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Giornata della memoria 2019, Liliana Segre: “Il razzismo ci porta a dimenticare”

“Quando ci deportarono non c’era quella pietas che manca anche oggi. C’era quel razzismo che ci porta a dimenticare che non esiste altra razza che quella umana”. Con queste parole la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta allo sterminio dei campi di concentramento, ha chiesto ai giovani di fare attenzione, di non cadere negli errori che portarono ad una delle più nere pagine di storia.

liliana segre shoah

Il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, risuonano su tv, radio, giornali, le parole di Primo Levi, le testimonianze di chi è uscito vivo dall’orrore, dalla morte di ogni forma di umanità. Ciò che spesso passa in secondo piano, però, è il monito della storia e la contraddizione insita in quel “Ma più”, detto a gran voce, una volta l’anno.

Giornata della Memoria: tanti i genocidi dimenticati

La Shoah è il più dolorosamente celebre genocidio della storia contemporanea, ma non è l’unico. Quel “Mai più” ha fallito poco dopo essere stato formulato. Dal 1948, in Palestina due popoli fratelli si uccidono nell’indifferenza, che nasce dagli interessi politico-economici, e cade nello stereotipo della guerra tra estremisti. Nel 1994 in Ruanda, nel giro di quattro mesi si arrivò a quasi un milione di vittime, dovute alla sanguinosa guerra tra Hutu e Tutsi. La Cina, dagli anni Cinquanta, con l’occupazione del Tibet commette un genocidio non solo fisico, ma soprattutto culturale, come ha affermato il Dalai Lama in esilio. Nel 2014, l’avanzata dell’ISIS ha avuto come conseguenza lo sterminio e la resa in schiavitù di centinaia di Yazidi. La Turchia ancora oggi non riconosce il genocidio commesso ai danni del popolo armeno nel 1915. “Mai più”, alla luce dei fatti, ha fallito.

giornata della memoria

Ce ne sarebbero tanti di esempi. Tante vite spezzate, popoli e culture cancellate, persone deumanizzate da un’ideologia che in qualche modo le vede come indegne, meritevoli di non esistere e il rischio che questo ricapiti ancora è alto. La crisi economica, la paura per il futuro, un leader in grado ci convogliare il risentimento del popolo verso un capro espiatorio sono pagine di un libro già letto e l’attualità sembra un deja-vu del quale, però, fingiamo di non ricordare il finale.

Proprio per questo, le testimonianze sono fondamentali, è fondamentale ascoltare le parole di ha vissuto i momenti bui della Storia e che proprio per questo è in grado di riconoscere i campanelli dall’allarme, quando l’umanità smette di essere un valore e cade vittima di interessi “più grandi”.

“Per la colpa di essere ebrea. Anch’io sono stata una clandestina nella terra di nessuno, io lo so cosa vuol dire essere respinti quando le frontiere sono chiuse. Quando si ergono muri. Io lo so cosa vuol dire quando si nega l’asilo. Io sono una che le ha provate queste cose. Sono stata una richiedente asilo. Mi disse l’ufficiale svizzero che non era vero che in Italia c’era la guerra e ci rimandò indietro”. Questo il monito della senatrice Liliana Segre, pronunciato davanti migliaia di ragazzi, gli adulti di domani, la speranza per il futuro, che l’hanno applaudita con calore. Forse c’è speranza nelle nuove generazioni, per un “Mai più” che non sia soltanto uno slogan da dimenticare 364 giorni l’anno.

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