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Giornata della Memoria: 7 film per non dimenticare il dramma dell’Olocausto

Oggi il mondo si ferma per ricordare le vittime dell’Olocausto, lo sterminio portato avanti dalla Germania Nazista nei confronti di ebrei, omosessuali, portatori di handicap e rom. Dal 2005 il 27 gennaio rappresenta la Giornata della Memoria, una data scelta dall’Onu non a caso. Il 27 gennaio 1945, infatti, le truppe dell’Armata Rossa arrivarono per prime alla città polacca di Auschwitz, dove scoprirono l’orrore dei campi di concentramento. In Germania questa ricorrenza è presente dal 1996, mentre in Italia dal 2000. Tra le altre opzioni più considerate da noi: il 16 ottobre, proposto dal deputato Furio Colombo in riferimento al rastrellamento del ghetto di Roma del 1943, e il 5 maggio, il giorno della liberazione di Mauthausen. A chi volesse approfondire, suggeriamo la visione di 7 film,  dedicati al dramma della Shoah. 7 capolavori del cinema che hanno tentato di rappresentare la disumanità delle persecuzioni. 

La vita è bella, Schindler’s List e Il diario di Anna Frank

Partiamo da un film italiano, La vita è bella, la pellicola del 1997, diretta e interpretata da Roberto Benigni. Su sette nomination totali La vita è bella è riuscita ad aggiudicarsi ben 3 Oscar, miglior attore protagonista, miglior colonna sonora e miglior film straniero. La vicenda ruota attorno a Guido Orefice e alla sua famiglia deportati in un lager nazista. Nel tentativo di proteggere il figlio Giosuè dall’orrore dell’Olocausto, l’uomo fa credere al piccolo che tutto sia un gioco a punti: chi vince porterà a casa un carro armato vero. Un film ormai popolare, tra i più poetici sull’argomento. Altrettanto famoso è Schindler’s List, uscito nel 1993, diretto da Steven Spielberg, che vanta nel cast Liam Neeson, Ben Kingsley e Ralph Fiennes. Ispirato al romanzo di Thomas Keneally, il film si basa sulla vita di Oskar Schindler, un tedesco che durante la Seconda Guerra Mondiale salvò oltre 1100 ebrei. Ha ricevuto ben 12 nomination agli Oscar, vincendo 7 statuette, tra cui quelle per il miglior film e la miglior regia. Tra i film più noti sulla Shoah c’è poi Il diario di Anna Frank, il capolavoro del 1959 ispirato al famoso diario della ragazza, diventata oggi un simbolo della deportazione ebraica. Diretto da George Stevens, la pellicola ripercorre la clandestinità di Anna e della sua famiglia ad Amsterdam, prima dell’internamento nei campi di sterminio. Girato a 14 anni di distanza dalla morte di Anna Frank, il film ha vinto 3 premi Oscar, tra cui miglior attrice non protagonista Shelley Winters, miglior fotografia e miglior sceneggiatura.

Il Pianista e Storia di una ladra di libri 

Passiamo ora a film più recenti. Del 2002 è Il Pianista, diretto da Roman Polański, tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Władysław Szpilman. Il film ha vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 2002 e 3 Premi Oscar nel 2003. La pellicola è dedicata al pianista ebreo Władysław Szpilman e descrive il periodo che va dallo scoppio della seconda guerra mondiale con l’invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, alla creazione del ghetto, fino alla liberazione della città. Del 2013 è Storia di una ladra di libri, diretto da Brian Percival, che ha per protagonisti Sophie Nélisse, Geoffrey Rush ed Emily Watson. La pellicola è la trasposizione cinematografica del romanzo Storia di una ladra di libri scritto da Markus Zusak nel 2005. Liesel è una bambina di nove anni che vive con i genitori in un quartiere operaio in Germania. Testimone del nazismo, la ragazza trova conforto nei libri che ruba per imparare a leggere.

Il figlio di Saul e Il bambino col pigiama a righe

Del 2015 è invece Il figlio di Saul del regista ungherese László Nemes, vincitore dell’Oscar come miglior film straniero. La pellicola racconta di Saul Ausländer, un membro ungherese del Sonderkommando, il gruppo di prigionieri ebrei isolati dal campo e costretti ad assistere i nazisti nella loro opera di sterminio. Per evitare la cremazione ad un ragazzo morto che l’uomo sostiene sia suo figlio, Saul si mette alla ricerca di un rabbino. Un vero incubo ad occhi aperti. Chiudiamo con un classico che spesso viene fatto vedere nelle scuole: Il bambino col pigiama a righe. Il film del 2008, diretto e sceneggiato da Mark Herman, è l’adattamento per il grande schermo dell’omonimo romanzo di John Boyne. La pellicola racconta dell’amicizia profonda tra il figlio di un comandante di un campo di concentramento e un bambino ebreo che si trova oltre il recinto e il filo spinato. L’epilogo è tra i più tristi di sempre.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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