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Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne 2016: la violenza di genere è questione d’impotenza

Per le donne la data del 25 novembre è molto importante poiché in essa si celebra la Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza sulle Donne, istituita dalle Nazioni Unite nel 1999 in questo giorno per ricordare l’assassinio in un campo di canna da zucchero delle tre sorelle Maribal: Patria Mercedes, María Argentina Minerva e Antonia María Teresa. Era il 1960 infatti quando queste tre donne coraggiose, rivoluzionarie, avevano dichiarato il loro impegno per sconfiggere il dittatore della Repubblica Domenicana Rafael Leónidas Trujillo. Il 25 novembre, mentre tentavano di andare a visitare i loro mariti in carcere, furono attaccate dai militari al soldo del dittatore, torturate, massacrate a bastonate e strangolate per poi essere gettate con la loro auto da un precipizio.

Sono passati 56 anni da quella vicenda ed oggi più che mai la violenza sulle donne è all’ordine del giorno: sono finora 116 le donne uccise in Italia per mano maschile nel 2016, da un padre, un marito, un fidanzato, un ex, un amante. A fare qualche calcolo è un caso ogni tre giorni, una piaga della società moderna che non abbandona i retaggi del passato. Eppure la morte è solo la conseguenza più grande della violenza sulle donne: molte di più sono coloro che ogni giorno sono aggredite, picchiate, violentate, perseguitate, sfigurate. Secondo i dati Istat sono circa 7 milioni le donne che nel corso della propria vita hanno subito una forma di abuso, sono 3 milioni e 466 mila in Italia le donne che nell’arco della propria vita hanno subito stalking.

In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne 2016 sono tanti gli eventi e le manifestazioni in Italia che ambiscono a sensibilizzare contro questa piaga e che continueranno fino al 10 dicembre. Oltre a fare campagne però è necessario cominciare a riflettere, a portare delle motivazioni ma soprattutto delle soluzioni contro la violenza sulle donne. Proteggerle non basta, spingerle a denunciare non basta: ciò che serve è fare un lavoro profondo e mirato sull’educazione fin da bambini per far capire agli uomini che alzare le mani su una donna, non li rende più grandi né più forti poiché come spiega all’Ansa Nives Favero, autrice del saggio “Amare senza farsi male”, molto spesso è una questione di impotenza: “Una delle condizioni più stressanti per l’essere umano è la gestione della propria impotenza. Gli uomini violenti non riescono ad avere una risposta evoluta e costruttiva all’impotenza che provano quando sono rifiutati definitivamente dalla partner che credevano loro e attuano le più istintive risposte arcaiche e distruttive per recuperare un senso di potere sulla realtà”.

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