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Giornata Internazionale della Pace 2015: 10 guerre dimenticate di cui nessuno parla mai

Anche quest’anno il 21 settembre 2015 l’Onu invita tutti i cittadini del mondo a rinnovare il proprio impegno per la non-violenza in occasione della Giornata Internazionale della Pace.

A fianco di conflitti che destano l’interesse dei mezzi di comunicazione – come i più recenti in Siria, Libia, Egitto e Ucraina – esistono molte guerre dimenticate di cui nessuno parla mai: oggi UrbanPost vi invita a riflettere sull’importanza della pace ricordando dieci conflitti cruenti che nel 2015 continuano a mietere vittime a causa della violenza e della povertà. Ricordiamo ai lettori che in realtà, secondo quanto riportato da L’Internazionale, le guerre dimenticate al mondo sono tra le 31 e le 37 ma che purtroppo sul web è impossibile rintracciare informazioni sulla maggior parte di questi conflitti.

1. La guerra civile negli stati meridionali del Sudan. Secondo quanto documentato da l’Internazionale, nel Sud-Sudan si sta consumando il secondo anno di guerra civile e il paese è sull’orlo della bancarotta. Le violenze e la carestia hanno ucciso oltre 10mila persone e costretto alla fuga almeno 1,9 milioni di persone. L’Occidente si è del tutto disinteressato, quando invece avrebbe almeno potuto attuare un embargo delle armi e bloccare i finanziamenti alla guerra. Anche nel Darfur, regione sud-occidentale del Paese, continua la guerra: nel corso degli anni sono fuggiti 2,4 milioni di profughi.

2. La guerra in Nigeria. Questo è un altro paese in cui continuano i conflitti, a causa degli attacchi dei militanti islamisti di Boko haram.

3. La guerra nella Repubblica Democratica del Congo, dove sono attivi venti gruppi armati nella sola provincia del Kivu Nord. Nel 2014 dalla regione occidentale sono stati costretti a fuggire 770mila persone: il numero totale dei profughi è salito a 2,7 milioni, in un paese popolato da 68 milioni di abitanti.

4. La guerra in Somalia: qui si consuma un conflitto contro i militanti islamici di al-Shabaab.

5. La guerra nella Repubblica Centrafricana. Qui il conflitto civile che vede contrapposti musulmani a cristiani dura da due anni: tra le tragiche ripercussioni, il coinvolgimento di bambini-soldato ed esecuzioni sommarie.

6. La guerra in Burkina Faso. Come riportato sul portale Guerrenelmondo.it, il 16 settembre 2015 si è verificato un colpo di Stato dell’esercito che ha rovesciato il governo di transizione.

7. La guerra in Mali: anche qui continuano gli scontri tra esercito e gruppi ribelli.

8. La guerra nello Yemen. Notizie aggiornate al 13 settembre 2015, riportano che i ribelli sciiti hanno intensificato gli attacchi contro le forze governative nella città di Taiz, nella regione meridionale. Il paese è sull’orlo della carestia.

9. La guerra in Pakistan: qui il conflitto, come documentato da Il Manifesto, è volto a contrastare una ridotta minoranza nella mino­ranza sciita. A metà maggio a Karachi si è consumato un attentato che ha assalito un autobus di fedeli appartenenti a questa piccola setta, avendo come bilancio 43 morti e 23 feriti. A questi conflitti interni vanno sommate le tensioni mai risolte al confine con l’India, nella regione del Kashmir.

10. La guerra in Birmania. Il paese continua ad essere controllato da una dittatura militare; lo scorso gennaio truppe dell’ala armata dell’Organizzazione per l’Indipendenza Kachin (KIO) si sono scontrati con le forze governative.

In apertura: Truppe e ribelli in Sud Sudan, dopo i falliti colloqui di pace (immagine tratta dalla pagina Facebook di Guerre nel mondo)

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