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Giornata mondiale contro il tabacco 2016: la sigaretta elettronica fa bene o fa male?

La Giornata mondiale contro il tabacco è una buona occasione per tornare a riflettere sulla pericolosità del fumo e su strumenti e idee per smettere di fumare. Al centro della discussione degli ultimi anni c’è senz’altro l’uso della sigaretta elettronica, che ha diviso studiosi e fumatori: la E-Cig fa bene o fa male? Quali sono gli effetti sull’organismo umano a breve e a lungo termine?

In un interessante articolo dell’8 gennaio 2015 pubblicato dalla LILT (Lega Italiana contro la Lotta ai Tumori) di Brescia vengono riassunti i punti salienti estrapolati da 289 articoli sul settore, facendo il punto della situazione sui benefici reali della sigaretta elettronica. Vari sono i fattori che depongono a favore delle E-Cig: la maggior parte dei dati raccolti pone in evidenza un rischio molto più basso di inalare sostanze tossiche e cancerogene rispetto a quanto avvenga con le sigarette di tabacco. Questo è dovuto alla mancanza di catrame e di prodotti della combustione, di cui questi ultimi presenti in enormi quantità nella sigaretta tradizionale. Oltre alla probabile scarsa o nulla cancerogenicità, va aggiunto il livello di gradimento di un’ampia platea di fumatori, soddisfatta dal bisogno di ritualità e dalla sensazione tattile che garantisce questo sostituto.

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Esistono tuttavia delle perplessità che hanno fatto pensare a più di qualcuno che la sigaretta elettronica faccia male. Tra queste, sia l’assenza di norme di produzione che ne garantiscano la sicurezza sia la scarsità di studi rigorosi che dimostrino l’efficacia di questo strumento per smettere di fumare (conclusione a cui sarebbero arrivati anche i ricercatori della ‘University of Toronto’ guidati dal ricercatore Riyad al-Lehebi). Secondo quanto riportato da uno studio condotto dal Professor Daniel Sullivan della University of Alabama School of Medicine, il calore della bobina della sigaretta elettronica sarebbe responsabile della produzione di alcune sostanze chimiche nocive come l’acroleina, la formaldeide e l’acetaldeide. Ancora troppo pochi, inoltre, i contributi sui danni a breve termine e sulla pericolosità a lungo termine: a questo proposito, tra i contributi più recenti, vi segnaliamo una ricerca condotta da Luisa Ponzoni, biologa dell’Università degli Studi di Milano, secondo cui l’abbandono della sigaretta elettronica può comportare un importante deficit cognitivo in termini di memoria spaziale, associato a perdita di orientamento e deficit emozionale con aumento di ansia e depressione.

Un’altra criticità riguarda la possibilità che i giovani, avvicinandosi ad essa pensando che sia innocua, ne facciamo invece uno strumento che facilita il passaggio alla sigaretta tradizionale.

Cosa concludere? Purtroppo da queste considerazioni si evince che gli studi tossicologici e clinici sulla sigaretta elettronica siano ancora lacunosi, motivo per cui non è possibile valutare i suoi effetti a lungo termine sulla salute umana.

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In apertura: foto di lindsayfox/Pixabay.com

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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