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Giornata Mondiale contro la Meningite 2016: informazione e prevenzione ancora troppo basse

Ricorre anche quest’anno, il 24 aprile 2016, la Giornata Mondiale contro la Meningite che ha tra i propri obiettivi principali quelli di informare la comunità in modo completo e corretto riguardo i pericoli di questa patologia ma anche di promuovere le vaccinazioni che possono contrastarla. Le vittime più deboli della meningite sono infatti i bambini e, molto spesso i genitori male informati, non vaccinano i propri figli che rimangono senza protezione di fronte a questa malattia.

In Italia sono stimati circa 1000 casi l’anno di meningite mentre nel corso degli anni il Ministero della Salute si sta impegnando affinché tutti i medici svolgano un’azione informativa esaustiva sulla prevenzione. Malgrado la campagna P.U.O.I (Previeni, Unisciti al Comitato Nazionale Contro la Meningite, Osserva e Informati sui rischi e sulle conseguenze), sono ancora moltissimi i genitori che credono che i vaccini possano causare patologie gravi come l’autismo: a pensarla così è ancora il 62% di coloro che non vaccinano i propri figli, secondo i dati raccolti in occasione della ricerca del Censis ‘La vaccinazione contro il meningococco B secondo i genitori italiani’.

Vige quindi ancora molta ignoranza riguarda le diverse vaccinazioni disponibili contro la meningite; ad esempio solo un genitore su tre sa che dal 2014 è disponibile anche un nuovo vaccino, quello contro il meningococco B. Dato che i genitori spiegano che la fonte principale dalla quale i genitori ricevono informazioni sulla meningite (48,8%) e sulle vaccinazioni anti-meningococco (33,9%) è il pediatra, è fondamentale lavorare sull’informazione del personale sanitario. Inoltre a lanciare con vigore l’allarme in occasione della Giornata Mondiale contro la Meningite 2016 è Alberto Villani, responsabile dell’Unità operativa di Pediatria generale e Malattie Infettive dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma; ha infatti spiegato come i casi di meningite B, Y e W135 aumentano mentre quelli da meningococco C sono in calo perché per questo ceppo è ormai disponibile gratuitamente in Italia da alcuni anni il vaccino e si è raggiunta una copertura vaccinale adeguata nel Paese. Per gli altri tipi di vaccini, ancora a pagamento in molte regioni, la copertura vaccinale è estremamente e pericolosamente più bassa.

Credit Foto: adriaticfoto / Shutterstock

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