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Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2016: produrre di più in modo sostenibile

Oggi, 16 ottobre 2016, ricorre ancora una volta dalla sua istituzione nel 1979 la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, nata per volere degli Stati aderenti all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, dai più conosciuta semplicemente come FAO. La data in cui si celebra è infatti quella della fondazione della stessa FAO, istituita in Quebec nel 1945. Dalla sua nascita, la celebrazione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione si svolge ogni anno in più di 150 nazioni con l’obiettivo di sensibilizzare sulle problematiche della povertà, della fame e della malnutrizione nel mondo, ma anche sulla sicurezza alimentare nonché per diffondere diete nutrienti per tutti: l’idea principale per la quale è stata istituita è infatti quella di incoraggiare le persone di tutto il mondo ad agire contro questi problemi.

Ogni anno la Giornata Mondiale dell’Alimentazione ha un tema particolare attorno al quale ruotano eventi, conferenze e progetti; per l’anno 2016 la FAO ha scelto “Il clima sta cambiando. Il cibo e l’agricoltura anche” per sottolineare la critica situazione, a livello mondiale, di una popolazione che continua a crescere mentre l’agricoltura e l’allevamento sono flagellate dai cambiamenti climatici. Ad essere colpiti duramente sono certamente i più poveri del mondo, quali pastori, contadini e pescatori, ed è per questo che è fondamentale trovare una soluzione per produrre di più ma soprattutto in modo sostenibile e senza sprechi. Temi fondamentali per la sopravvivenza mondiale, celebrati in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2016 ma che verranno trattati anche alla prossima Conferenza sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (COP 22), che si terrà a Marrakech, in Marocco, dal 7 al 18 novembre 2016.

Quali i problemi principali da risolvere nell’immediato ma con progetti a lungo termine? Tra le maggiori problematiche sottolineate dalla FAO in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2016 il fatto che l’allevamento di bestiame contribuisca a quasi due terzi delle emissioni agricole di gas ad effetto serra (GHG) e al 78% delle emissioni agricole di metano, la necessità di una buona gestione del territorio, delle foreste e dei mari, lo spreco di cibo (1,3 milioni di tonnellate l’anno) ma anche che la produzione agricola dovrà aumentare circa del 60% entro il 2050 per nutrire la popolazione in aumento.

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