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Giornata mondiale Giustizia Sociale 2015: la lotta alla povertà è una priorità del Governo?

Anche nel 2015 la Giornata mondiale della Giustizia Sociale torna a farci riflettere su povertà ed esclusione sociale, fenomeni che pur essendo drammaticamente diffusi in Italia e nel mondo, molto difficilmente riescono a “rientrare” tra le grandi priorità dei governanti.

Quanti sono i poveri in Italia? Quante le persone a rischio di esclusione sociale? Che cosa ha fatto il Governo, dal 2013 ad oggi, per sconfiggere il problema? A queste e a molte altre domande ha provato a rispondere il rapporto di ActionAid, una delle poche organizzazioni che si è ricordata di questa ricorrenza e ha voluto far luce sul fenomeno.

I poveri in Italia continuano ad essere tanti, troppi: nel 2013 sei i milioni di persone vivevano in condizioni di povertà assoluta, quasi una persona su dieci. Per fare un raffronto, nel 2007 la povertà assoluta riguardava 2,4 milioni di persone.

A questi dati drammatici, purtroppo non è corrisposto un adeguato programma di politiche atte a contrastare il fenomeno: nel corso della XVII Legislatura, sono stati approvati solo 10 disegni di legge su 351 per migliorare l’inclusione sociale, pari al 2,8% del totale. Openpolis, che tra le varie voci analizza anche la tipologia degli atti parlamentari, ha elaborato una classifica sulla base dell’indice di rilevanza degli argomenti discussi in Parlamento: l’inclusione sociale è relegata al 31esimo posto, con un punteggio di quattro volte inferiore rispetto a stato, economia e lavoro, i tre argomenti ai vertici della classifica. Con il Governo Renzi l’inclusione sociale si attesta ad un valore ancora più basso, scendendo alla 44esima posizione.

Alle pagine 10-11 il rapporto passa in rassegna anche le varie misure contemplate nella Legge di Stabilità 2015 – dagli 80 euro in busta paga, al bonus bebè, fino ad arrivare alla “social card” – svelando come, nonostante i buoni intenti, non siano state accompagnate da interventi a lungo termine e di più ampio respiro a favore del contrasto dell’esclusione sociale. Un esempio per tutti: il Fondo famiglia 2015, che secondo le intenzioni iniziali del Governo sarebbe dovuto essere di 298 milioni di euro, è stato ridimensionato a 112 milioni.

Esiste qualche strada percorribile? Nel 2013 ActionAid, insieme a Caritas, Acli e molte altre organizzazioni italiane, si è unita all’Alleanza contro la povertà per chiedere a gran voce un piano nazionale atto a fronteggiare il fenomeno. Il primo impegno è l’approvazione del Reddito di Inclusione Sociale, uno strumento a favore delle persone che vivono in condizione di povertà assoluta, che comprende oltre a un contributo economico l’erogazione di servizi specifici di cui hanno bisogno (per l’impiego, i bisogni di cura o altro ancora).

(immagine tratta da www.geograph.ie)

 

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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