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Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia: i bambini al tempo della crisi non sembrano una priorità

Dietrich Bonhoeffer diceva che “il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini”: il mondo oggi cosa fa per i più piccoli? E’ d’obbligo in occasione della Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza fare una somma di quello che lo Stato, che la società, fa per i giovani e quindi per il futuro dell’umanità. Purtroppo le stime non sono delle migliori: ai tempi della crisi economica, di una società occidentale che invecchia di anno in anno e in cui fare figli è un lusso, anche lo Stato diminuisce il proprio investimento sui bambini.

Secondo i dati resi noti alla fine del 2015 dal Garante dell’Infanzia nel rapporto “Disordiniamo!”la spesa per infanzia e adolescenza in Italia è pari a 45,6 miliardi, dei quali più del 90% va per il personale facente parte del ministero dell’Istruzione; la spesa al netto dei costi del personale, ammonta a invece a circa 4 miliardi di euro tra i ministeri delle Politiche sociali, della Salute, della Giustizia e dello Sviluppo economico. Insomma, facendo qualche calcolo in riferimento al bilancio del 2014, lo Stato spenderebbe ogni anno circa 398 euro per bambino o adolescente residente sul territorio nazionale, ovvero circa lo 0,2% del Pil nazionale.

Troppo poco, soprattutto pensando che sono 1 milione 131 mila i bambini che vivono in condizione di povertà assoluta e che il  il Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza continua a diminuire. Non bastano le agevolazioni che Stato stanzia per le famiglie in occasione della Legge di Bilancio: molto di più andrebbe fatto strutturalmente e non eccezionalmente. Ed è proprio lo stesso Garante per l’Infanzia, Filomena Albano, a ricordarne l’importanza in occasione della Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in un suo messaggio ai più piccoli: “L’Italia è sempre stato un Paese virtuoso sul piano del riconoscimento dei diritti dell’infanzia, con una bella tradizione di tutela delle persone di minore età, vulnerabili e indifese” ricorda il Garante che continua “Di recente, tuttavia, anche il nostro Paese sta rischiando di fare passi indietro sul fronte della attuazione dei diritti, e per questo occorre vigilare e dare una risposta a tante situazioni nuove come l’arrivo di tanti bambini e ragazzi migranti da altri Paesi, spesso senza genitori o adulti che si prendano cura di loro e come vivere sempre più spesso con genitori separati o come affrontare la crisi economica”.

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