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Il giorno in cui spararono a Gianni Versace

Era partito da Reggio Calabria il geniale Gianni Versace, dall’atelier familiare della madre, ed è morto 20 anni fa, una mattina di luglio in pieno sole, sui gradini della sua casa di Miami. E’ il 15 luglio 1997, sono da poco passate le nove di mattina e lo stilista e imprenditore Gianni Versace esce dalla sua Villa Casuarina a Miami Beach, una splendida opera architettonica degli anni Trenta in pieno Deco District di Miami . Venne acquistata nel 1992 da Versace che le conferì le sue speciali interpretazioni greco, romane, bizantine. Forse se Gianni avesse dovuto scegliere il posto perfetto – o semplicemente il meno peggio – per morire in modo assurdo avrebbe scelto quella magnifica dimora. Sono le 9:05 e l’imprenditore, come ogni giorno, esce di casa per comprare i quotidiani di giornata. I colpi di pistola che Andrew Cunanan gli scarica addosso lo fanno accasciare all’istante sulla scalinata bianca. Da lì inizia la girandola surreale. In tanti ricordano le riprese dall’alto, realizzate con l’elicottero, che immortalano la scena del crimine.

Gianni esanime steso sulla barella, segue la corsa disperata al Jackson Memorial Hospital di Miami. Tutto inutile, Versace è morto a 51 anni. Un ricordo di come l’Italia ha appreso la notizia arriva da Beppe Modenese, allora presidente della Camera nazionale della moda: “Camminavo in via Sistina quando ho notato un assemblamento di persone davanti all’Hotel de ville. Tra queste ho riconosciuto gente della moda, e ne ho approfittato per chiedere cosa fosse successo. ‘Hanno ucciso Versace’, mi hanno risposto. Entrato in hotel, ho chiesto alla portineria chi si trovasse nell’appartamento dei Versace. Donatella e Naomi Campbell piangevano urlando, Santo era in piedi, impietrito. Appena mi ha visto ha detto: ‘No. Gianni non può essere morto, Gianni non muore.” Invece Gianni è morto così, all’improvviso, 20 anni tondi fa. Il mistero intorno alla morte del geniale stilista resta fitto, forse Cunanan avrebbe potuto sciogliere qualche dubbio ma l’assassino venne ritrovato morto poco dopo e cremato immediatamente.

Versace diceva di non essere mail caduto, di aver sempre volato e guardando alla sua carriera è possibile sia proprio vero. Versace e le sue top, quelle dei favolosi anni Novanta; Versace e le principesse, come Diana; Versace e le star come Sting, che cantò al suo funerale. Poi un giorno, a tradimento, Gianni è caduto: di quelle cadute che ne basta anche soltanto una nella vita; che anche se non sei caduto mai tanto non serve a nulla, perché non ti rialzi più. E’ andata così, quindi è andata male.

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