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Giosuè Ruotolo condannato all’ergastolo: la sua disperazione dopo la lettura della sentenza

Omicidio Pordenone ultime notizie: Giosuè Ruotolo è disperato. Condannato all’ergastolo ieri, 8 novembre, per il delitto dei fidanzati Teresa Costanza e Trifone Ragone, si proclama innocente e dopo la lettura della sentenza è caduto nel baratro.

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Ricondotto nel carcere di Belluno, dove è detenuto dalla primavera 2016, sta cercando con tutte le sue forze di non abbattersi. E’ deciso più che mai a “combattere per far emergere una verità che è alternativa rispetto a quella indicata dalla Corte d’Assise di Udine”, a dirlo a Il Gazzettino è uno dei suoi difensori, l’avvocato Roberto Rigoni Stern, che ha reso noto lo stato di prostrazione in cui versa ora il suo assistito.

Ruotolo e i familiari speravano nella assoluzioni, convinti che quello a carico del militare di Somma Vesuviana fosse un processo meramente indiziario che non avrebbe provato la colpevolezza dell’imputato. Dopo oltre due giorni di camera di consiglio, però, è giunta l’amara verità per Giosuè, quella decretata dai giudici della Corte di assise di Udine: condanna in primo grado all’ergastolo e isolamento diurno per due anni. Il massimo della pena. Per due giorni Ruotolo aveva atteso la decisione della Corte “con la speranza di uscire da fatti di questo tipo, laddove si parla di un omicidio indiziario e laddove gli elementi in possesso della Corte non erano così dirimenti, a nostro avviso, da pronunciare una condanna netta, soprattutto per quanto riguarda il movente”, ha precisato l’avvocato Rigoni Stern.

In attesa che tra 90 giorni siano depositate le motivazioni della sentenza, i legali di Giosuè si dicono “curiosi di leggere i motivi di questa sentenza perché nel corso di questi mesi abbiamo posto all’attenzione della Corte tante problematiche che hanno indotto a una riflessione la Corte stessa, prova ne sia che si è ritirata per ben due giorni in camera di consiglio e non è una cosa abituale”. Già annunciato pertanto il ricorso in appello.

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