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Giovani attivisti ambiente: chi sono i leader mondiali, anche italiani

Greta Thunberg è la punta di un iceberg costituito da tanti ragazzi con lo stesso interesse: salvare il mondo. O per lo meno migliorare lo stato del Pianeta. Tra questi, la ragazzina svedese è sicuramente la più conosciuta, ma non l’unica: dall’America alla Thailandia, passando per l’Italia e l’Uganda, ecco alcuni giovani attivisti per l’ambiente che stanno lasciando la loro impronta nella storia della lotta contro i cambiamenti climatici. Perché tutti insieme sono riusciti a fare qualcosa in cui gli adulti prima di loro (non sufficientemente interessati) avevano fallito: rendere la questione climatica un argomento prioritario per tutti.

Miriam, 16 anni, Italia

Miriam Martinelli è una degli esponenti dei Fridays for Future di Milano. Sedici anni, carismatica e convinta della necessità di dover cambiare le abitudini di tutti i cittadini del mondo per poter salvare il Pianeta, ogni venerdì salta la scuola per scioperare, perché “un anno di scuola si può sempre recuperare, il futuro no“. Il suo sogno è la politica, ma per ora frequenta un istituto agrario e ha intenzione di continuare gli studi. La sua prima esperienza in piazza è stata lo scorso primo febbraio 2019, e da quel giorno non si è più fermata: “Continuerò fino a quando le leggi non cambieranno”. Solida, tenace, dice di aver capito che “se volevo cambiare il mondo dovevo cambiare prima io”. Perché tutti siamo consapevoli di cosa dovremmo e non dovremmo fare per tutelare il Pianeta, anche nel nostro piccolo. Basterebbe incominciare. “I mezzi d’informazione cercano solo dei personaggi, ma non ascoltano”, afferma Miriam a chi le rimprovera la mancanza di un leader italiano in cui identificarsi quando si parla di ambiente. Nessun grande gesto, è soprattutto nel suo quotidiano che Miriam conferma le sue parole: sta attenta alla raccolta differenziata, limita il consumo di carne, si sposta solo con i mezzi pubblici, cerca di tenere il riscaldamento il più basso possibile e soprattutto di fare informazione tra i suoi coetanei, gli adulti di domani.

Autumn, 15 anni, Canada

Autumn Peltrier è una teen-attivista canadese di 15 anni. Membro della Prima Nazione di Wikwemikong, è conosciuta in tutto il mondo come la “protettrice dell’acqua“: la sua lotta si concentra principalmente su tutti i problemi riguardo all’acqua e alla necessità di poterne usufruire facilmente. “Nessuno dovrebbe preoccuparsi del fatto che l’acqua sia pulita o che potrebbe rimanere senz’acqua. Nessun bambino dovrebbe crescere senza sapere cosa sia l’acqua pulita, o senza sapere cosa sia l’acqua corrente”, ha infatti affermato durante il suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2018. La sua campagna è iniziata all’età di soli otto anni, e oggi si ispira al lavoro della sua prozia Josephine Mandamin, che ha sostenuto la causa della protezione dei Grandi Laghi fino al momento della sua morte, quest’anno. Autumn ha preso il posto di sua zia come portavoce di queste problematiche e oggi rappresenta 40 comunità delle First Nations in tutto il Canada.

Giovani attivisti ambiente

Alice, 10 anni, Italia

Alice forse è tra i più piccoli giovani attivisti per l’ambiente: ha soli 10 anni, ma già tanta determinazione nel volersi far ascoltare. Con il suo cartello colorato con scritto “Save the world“, ogni venerdì pomeriggio si reca sulla spiaggia alla ricerca di rifiuti da raccogliere. Ha sentito parlare per la prima volta dell’attivismo di Greta Thunberg quando viveva con i suoi genitori nel Regno Unito: l’influenza della ragazza svedese è stata così importante che subito ha deciso di impegnarsi pubblicamente anche lei nella lotta contro i cambiamenti climatici. Così, una volta tornata in Italia, ha iniziato il suo percorso, perché “non si è mai troppo piccoli per fare la differenza“. E’ partita quindi insieme ai suoi genitori a pulire le spiagge, la sua intraprendenza però ha contagiato prima i compagni di classe, poi gli altri cittadini fino alla creazione di una vera e propria squadra di sorveglianza della spiaggia. “Io ho sempre amato la natura, le piante e gli animali. Infatti, voglio diventare una veterinaria. Greta parla proprio di quello che interessa a me, mi sembrava una cosa bella quella che stava facendo”. E’ stata proprio Alice ad aprire il primo sciopero generale di Fridays For Future a Roma lo scorso 15 marzo. Successivamente, ha parlato al Cortile di San Francesco il 20 settembre in un evento di incontro e dialogo con i protagonisti della società civile, dell’economia, del mondo della religione, della cultura e dell’informazione, tenutosi ad Assisi. Così piccola e già così grande.

Giovani attivisti ambiente

Mari Copeny, 12 anni, Michigan

E’ una delle “Future Women of America”. Mari Copeny, 12 anni, è conosciuta al mondo come Little Miss Flint. La giovane attivista infatti si occupa dell’indirizzare l’attenzione verso la città di Flint e la perdurante crisi dell’acqua in Michigan. Il suo percorso è iniziato all’età di otto anni con una lettera a Barack Obama, allora presidente, nella quale chiedeva di poterla incontrare insieme ad alcuni membri della sua comunità, tutti affetti dalle contaminazioni dell’acqua. Il meeting ha avuto come risultato un aiuto di 100 milioni di dollari da investire nella riparazione dei sistemi acquiferi. Nel 2016 la giovane attivista per l’ambiente ha iniziato a lavorare con l’organizzazione no profit Pack Your Back con l’intento di aiutare più di 25mila bambini attraverso donazioni di ogni genere, dal materiale per la scuola all’accesso all’acqua pulita. “La lotta per salvare il pianeta non è iniziata ora con il #ClimateStrike e non finirà nemmeno oggi,” ha scritto in un tweet, dopo gli scioperi dei mesi scorsi. “Molti di noi stanno sostenendo la causa da anni. Non c’è bisogno di amplificare le nostre voci, le soluzioni vanno cercate ogni giorno e con ogni mezzo di supporto.”

Giovani attivisti ambiente

Xiye Bastida, 17 anni, New York

Xiye Bastida è una giovane attivisa per l’ambiente di diciassette anni che ha subito gli effetti dei cambiamenti climatici in prima persona tramite la siccità e le inondazioni estreme quando abitava in Messico. Da quattro anni vive a New York, e da quando si è trasferita, in particolare affrontando i danni provocati dall’Uragano Sandy, ha capito di dover fare qualcosa per l’ambiente e lo ha fatto riprendendo le tradizioni delle sue origini indigene. “Le persone dicono che il movimento della lotta per il clima è nata decenni fa, ma io vedo la cultura indigena che si prende cura della Terra da centinaia e migliaia di anni,” ha detto a PBS. “Dobbiamo far riferimento a questa filosofia e tesserla nella società contemporanea. Le persone non sono qui per distruggere la vita, ma per prendersene cura. Non dovrebbe essere “noi persone.” Dovrebbe essere “noi il pianeta.” Oggi Xiye è una leader del movimento Fridays for Future e lavora con Greta Thunberg per mobilitare i suoi coetanei, parla nei municipi e nei dibattiti per ispirare la sua generazione e tenta così di dare forma a un cambiamento globale.

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