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Giovanni Gastel: la fotografia racchiusa in un Momentum

Stoc!

Eccolo lì. Appena gettato sul tavolo. Lancio un’occhiata… A occhio e croce pare essere un invito a qualche evento. Sento profumo di inaugurazione nell’aria. Mi manca solo di scoprire chi sia il soggetto in questione. Controllo meglio. No. Mi devo ricredere: questo ha qualcosa di diverso…

Un cartoncino nero, rigido. “Affligem” è la primissima parola che riesce a conquistare il mio sfuggente sguardo. Di seguito le solite “Save the date” e compagnia bella. Devo aver intravisto un “photo exibition”, ma la cosa in sé non deve avermi incuriosita più di quel tanto: probabilmente a braccetto di un nome di tutto rispetto il risultato avrebbe subito una svolta notevole.

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Hai capito di cosa sto parlando? La mostra di Giovanni Gastel!” gli occhi del mio amico sembravano parlare in play-back da tanto erano entusiasti.

Gastel? Ma figurati… L’avrebbero scritto, ti pare?!” (la mia mini-me, a differenza mia, non si lascia sfuggire nulla…). E in effetti era davvero scritto. Sul serio. Ovunque, intasando web-sites del calibro di Elle… Ovunque! Tranne che su quell’invito. Forse era giusto così, in effetti. Le cose sulla bocca di tutti perdono di spessore. Un po’ come l’amore: solo se intriso di intimità riesce a sprigionare la sua maggior forza. Bene. Aggiungere il suo nome su quell’invito sarebbe risultato decisamente ridondante. Chi doveva sapere, sapeva. Io non sapevo, come al solito!

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Affligem”… Ma che è?!? Ammetto volentieri la mia ignoranza nel momento del face-to-face. Motivo per il quale son sempre stata la reginetta dell’ “obbligo”  evitando il tanto temuto momento della “verità” durante il gioco più praticato dagli adolescenti a livello mondiale. Non so mentire… Gran pecca. Il mio migliore amico web non tarda a darmi le informazioni che cercavo. Ok, l’argomento è “birra”. Biiirraaaaa?!? Ma da quando Giovanni Gastel immortala fustini di birra al posto di gnocche imperiali?

La risposta era segretamente custodita lì, tra le mura dei Chiostri di San Simpliciano, nel cuore di Brera, Milano. Photocall all’ingresso. Due sorrisi e un abbraccio con gli amici milanesi. Si entra…

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Spank!

Un ceffone d’arte mi ha letteralmente girato la faccia. Gastel era ovunque… Nei volti di Tancredi e Alberto Alemagna (CEO and Founders T’A Milano), nello sguardo di Luca Ascani (CEO and Founder Gruppo Populis/ Blogosfere), nella birra di Carlo Borromeo (Fotografo e Designer), nel ritratto di Marta Ferri (stilista) e in tutti loro: da Ildo Damiano (Fashion editor e style expert) a Matteo Ghiringhelli (Sommelier) passando per Beniamino Nespor ed Eugenio Roncoroni (Chef e soci fondatori del ristorante “Al Mercato”) fino a Guido Taroni (Fotografo) e Pietro Travaglini (Designer).

Tancredi Alemagna;Giovanni Gastel;Alberto Alemagna

Momentum Ambassador Portraits Exhibition”. Questo il vero titolo dello spettacolo che ha inconsapevolmente arricchito la mia curiosità in quel martedì sera, 30 settembre. Protagonisti indiscussi: loro… I portavoce di più mondi quali design, fashion, arte e gusto pronti a fondersi in un unico abbraccio – quello della passione, dell’heritage e della dedizione – destinato a durare in eterno. O anche solo per un Momentum. Quello in cui il tempo si ferma, passato e futuro si fondono concedendo alla gratificazione personale di riscoprirsi ed essere veramente sé stessi in uno spazio temporale da vivere in pienezza.

No. Non mi sto riferendo ai singoli scatti di Giovanni. Non solo, per lo meno…

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Parlo di quella birra. “Quella” Affligem che fino a poche ore prima mi era sconosciuta (faccio più parte della famiglia del prosecco che della birra. Ma dall’altra sera mi devo ricredere…) e che al momento si stava confidando con me. Lì.  Sussurrandomi, tra un sorso rubato al bancone vivendo l’esperienza esclusiva del Rituale  e un bacio al sapor di  schiuma, di aver scelto di appoggiare la causa della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica Onlus, con la quale condivide rigore e dedizione per la propria mission e una passione rimasta immutata sin dalla nascita. Dentro ogni bottiglia di Affligem è racchiusa la storia millenaria di scoperte, tradizioni e passioni.

E mentre assaporavo il gusto di una storia vissuta sulle note di un’emozionante performance di Saturnino, celebre bassista e compositore, accompagnato da un quartetto d’archi per l’occasione…

Saturnino

Marghe, vieni! Ti presentiamo Giovanni…

Vengono dette molte (troppe) cose sugli artisti e il loro personalissimo modo di affrontare la vita di tutti i giorni. Beh… Cancellatele, anche solo per un istante. Giovanni Gastel è un connubio vivente di passione, dedizione verso il proprio lavoro, affetto nei confronti delle persone che lo circondano e attenzione viva verso chi, esattamente come me, vorrebbe semplicemente stringergli la mano, esordire con un bel “Cavolo, sei un Dio!” e non aggiungere altro. Lui sa farti sentire a casa, nella devastante umiltà che sprigiona in ogni singolo gesto che compie.

Eugenio Roncoroni

Ho gustato Affligem e vissuto il mio Momentum. Un’istantanea di noi, del nostro presente e del nostro futuro. La fotografia della passione: quella dell’inimitabile Giovanni Gastel.

 

Quando accade, devi saperlo vivere intensamente.

Durante un viaggio, nella lounge di un aeroporto internazionale.

Al centro della città invasa dal tramonto, dopo una giornata di lavoro.

Nella quiete del laboratorio, dopo aver completato la tua opera d’arte.

Quell’istante in cui il passato e il futuro si incontrano.

Quando sei davvero te stesso, fiero della tua vita e della tua strada.”

Il Momentum

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