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Giro del mondo in solitaria, intervista al viaggiatore Luca Curti Gialdino: 23281 km senza aerei

Luca Curti Gialdino, classe 1989, dopo aver concluso con successo gli studi universitari, ha deciso di cogliere l’attimo, ma non come intendiamo tutti: Luca ha creato una lista di cose da fare prima di morire, tra queste non poteva mancare un viaggio alla scoperta del mondo. Il viaggiatore che ha percorso oltre 20.000 km senza aerei, ha raccontato a noi di Urbanpost la sua straordinaria esperienza, direttamente dalla Thailandia.

Il titolo del tuo blog mette in risalto due parole: cosa significa per te “Carpe Diem”?
Il concetto che intendo esprimere è facile e semplice, ma non è così scontato: Carpe Diem per me significa semplicemente vivere ed è il motivo per cui ho iniziato questo viaggio. “Vivi in questo momento, ma soprattutto, segui i tuoi interessi e fai quello che vuoi fare” è quello che intendo io quando dico di cogliere il momento”.

Un dettaglio fondamentale della tua avventura è rappresentato dallo spostamento: come si può viaggiare intorno al globo senza aerei e qual è il vantaggio?
“Sono stato ispirato, in modo particolare, da un blogger e viaggiatore italiano, Carlo Taglia: è partito dall’india con un aereo e da lì ha deciso di muoversi in altri modi. Io, dopo aver letto anche il libro “Un Indovino Mi Disse” di Tiziano Terzani, ho deciso di seguirlo e ho visto sulla mia pelle che era una cosa fattibile. Del resto, come in tutte le cose, se ci metti molto impegno, puoi farlo. La cosa più bella del non viaggiare in aereo è che non ti sposti da una meta all’altra semplicemente, ma hai modo di vivere tutto quello che separa A da B. Quando viaggi senza aerei, diciamo lentamente, avverti il cambiamento sulla tua pelle. Il mio primo obiettivo, infatti, è quello di vivere il paese. Non intendo soltanto andare in un museo o vedere una bellissima cascata, cose che amo, sono curioso di conoscere le culture estranee all’Italia”

Dall’Asia alla Cina, i ricordi che hanno segnato il viaggio di Luca:
“Un giorno ho fermato un monaco e gli ho chiesto se poteva farmi vedere dove abitava. Grazie a lui e alla sua gentilezza, non ho soltanto visitato il monastero come farebbe un turista, perché mi ha portato nel luogo in cui studia, dove dorme e mangia. In Asia ho trovato persone sempre disponibili. Il primo giorno di transiberiana, invece, ero malato e ho incontrato una coppia di russi con figli. Ho parlato con loro e il giorno dopo mi hanno portato delle caramelle per la gola e dei sandwich. In Cina, inoltre, ho preso il biglietto per un treno e sono stato 15 ore in piedi, cosa assurda che, invece, in quel caso, si è rivelata essere bellissima: i cinesi mi guardavano come a dire “Tu sei un turista, perché non vai in prima classe?”. Mi hanno addirittura comprato uno sgabello di plastica per farmi sedere e dormire”. 

Viaggi in solitaria, quali consigli daresti ai viaggiatori che vorrebbero vivere un’avventura coma la tua?
“Io amo stare da solo ed è uno dei motivi principali per cui sono partito. Posso dire che prima di partire devi essere veramente sicuro di quello che fai, perché non è un tipo di viaggio che lascia spazio a frasi del tipo ‘Mah vediamo come va’, perché è un’esperienza forte. Devi avere un obiettivo, per esempio l’indipendenza: quando sei in giro per il mondo ti trovi di fronte a delle difficoltà e devi risolvere tutto da solo. Inoltre, consiglio di prendersela comoda, soprattutto durante il primo periodo, perché è un rodaggio. Chiaramente bisogna portarsi dietro l’essenziale e per stabilire davvero cosa lo sia e cosa no, suggerisco di partire prima per un breve periodo, in modo da valutare quante delle cose messe in valigia si usino realmente. Per quanto riguarda il denaro, io mi sono prefissato un budget di 20€ al giorno e devo dire che è molto facile starci dentro. Riesco anche spendere meno. Per tutte le informazioni utili sul paese di destinazione, consiglio il sito “viaggiare sicuri.it”, dove si può trovare tutto, dalle notizie a come fare per il visto”.

Come ti ha cambiato il viaggio e quale posto consiglieresti a chiunque?
“Dipende da cosa una persona sta cercando, perché in ogni paese ho trovato qualcosa di grandioso. Ti consiglio il sud della Cambogia se ami il mare. Sono partito soltanto da 4 mesi, ma posso dire che già mi sento cambiato: ho superato il blocco con l’inglese, ovvero il fatto che, non conoscendo bene la lingua, non mi buttavo nelle relazioni con gli altri. Ora ho stretto rapporti con persone che probabilmente rivedrò a fine viaggio. Cosa più importante, ho smesso di organizzare la mia vita. Quando ero a Roma organizzavo tutta la mia giornata e la cosa mi piaceva, anzi, mi stressava l’opposto perché non sapevo come muovermi. Ora che cambio meta dal giorno alla notte, le giornate hanno più sapore perché è cambiato il modo in cui vivo la giornata in sé e voglio che sia così anche quando farò ritorno a casa”. 

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