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Giro d’Italia 2016 il pagellone della Corsa Rosa: Nibali campione, onore a Chaves e Kruijswijk

Si è da poco conclusa il Giro d’Italia 2016 con la passerella finale da Cuneo a Torino che ha incoronato Vincenzo Nibali con la maglia rosa più bella. Secondo successo al Giro d’Italia per Nibali dopo quello del 2013 che va a sommarsi alla Vuelta del 2010 e al Tour de France 2014. Tre settimane su e giù per l’Italia che hanno mostrato ancora una volta la bellezza del Giro d’Italia e la passione dei tifosi lungo le strade italiane. Nel giorno della tappa conclusiva, è il momento di tirare le somme: ecco dunque il pagellone del Giro d’Italia 2016:

VINCENZO NIBALI 9,5: Qualunque altro corridore dopo il disastroso passaggio sulle Dolomiti avrebbe alzato bandiera bianca. Non  Vincenzo Nibali, bravo a non mollare mai e a lottare con testa e cuore. Nella vittoria a Risoul e nell’azione che ha staccato Chaves sul Colle della Lombarda si è rivisto il Nibali dei giorni migliori che si è confermato, ancora una volta, come il corridore più completo in circolazione. E se la sua preparazione non perfetta, sarebbe imputabile al fatto che stia puntando al Tour de France per eguagliare la doppietta Giro – Tour che nessuno è stato in grado di ripetere dopo Marco Pantani nel 1998.

ASTANA 9: Quando in squadra hai gente come Michele Scarponi, Jakob Fugslang (nonostante un Giro d’Italia anonimo) e Tanel Kangert che potrebbero lottare per la classifica generale in qualunque altra squadra, diventa tutto più facile. Dopo gli errori tattici a Roccaraso il team kazako si è dimostrato ancora una volta il più forte.

ESTEBAN CHAVES 8,5: Il suo sorriso e la sua classe sono alcune delle cose che rimarranno più impresse di questo Giro d’Italia 2016. Nell’ultima settimana, quella decisiva, paga l’inesperienza sulle salite decisive dove “Nibali è stato più forte” come ammesso dallo stesso colombiano. Torna a casa con la bella vittoria a Cividale e un 2° posto sul podio e la consapevolezza che, a 26 anni, il futuro è tutto dalla sua parte.

STEVEN KRUIJSWIJK 8,5: Dispiace non vederlo sul podio di Torino. Per lunghi tratti ha dimostrato di essere il più forte in montagna, sia mentalmente che fisicamente. Paga una distrazione nella discesa della Cima Coppi e una squadra che, ad eccezione di Enrico Battaglin, lo ha lasciato da solo nei momenti che contavano. Il vincitore morale di questo Giro d’Italia 2016 è lui, anche solo per aver stretto i denti con una microfrattura alle costole.

ALEJANDRO VALVERDE 8: A 36 anni ha fatto il suo esordio al Giro d’Italia, centrando i suoi obiettivi: podio e vittoria di tappa. Un Giro fatto di alti e bassi (in crisi sulla cima Porzius) come sempre ha lasciato il segno da campione, trionfando ad Andalo e conquistando l’ennesimo podio in carriera in un grande giro.

DIEGO ULISSI 8: Il livornese della Lampre ha dimostrato di essere l’unico erede del grandissimo Paolo Bettini. Le vittorie nelle difficili tappe di Praia a Mare e Asolo sono state la quinta e la sesta al Giro d’Italia. Ha dimostrato una grande condizione dal primo all’ultimo giorno, pedalando spesso con i migliori, anche quando la strada cominciava a salire pesantemente.

GIANLUCA BRAMBILLA 8: L’altro grande protagonista italiano è stato Gianluca Brambilla. La vittoria ad Arezzo, i due giorni in maglia Rosa, le traiettorie perfette in discesa sono le cose che si porterà dentro per tutta la vita. Ma ai veri appassionati di ciclismo resterà impressa la sua generosità come quando, in maglia Rosa, ha tirato per Jungels, o quando non ha fatto la volata a Pinerolo, favorendo il suo compagno Matteo Trentin.

BOB JUNGELS 7+: Arrivato a questo Giro in punta di piedi, il giovane lussemburghese ha dimostrato di avere grande talento per puntare a un roseo futuro. Il primo lussemburghese in Rosa dopo Gaul, ha pedalato quasi sempre con i migliori anche quando la strada si faceva più dura. Vincitore della Maglia Bianca che premia il miglior Under 25.

TOM DUMOULIN 6,5: Prima maglia rosa del Giro d’Italia 2016, grazie al prologo di Apeldoorn, Dumuolin sembrava poter essere la vera sorpresa di questo giro, soprattutto dopo la prova di Roccaraso. Quando ha capito di non poter lottare con i migliori ha mollato, e questo non è bello.

MARCEL KITTEL E ANDRE’ GREIPEL 6: Difficile non dare almeno la sufficienza ai padroni incontrastati delle volate. Due vittorie per Kittel  tre per Greipel non bastano per arrogarsi il diritto di abbandonare il Giro “a tavolino”. L’obiettivo dichiarato di Greipel era vincere la maglia rossa ma, dopo averla conquistata, annuncia il suo ritiro il giorno prima via twitterr. Il Giro d’Italia e i suoi tifosi vanno rispettati: bisogna sempre fare di tutto per portarlo a termine. Menzione speciale per tutti coloro che sono stati costretto al ritiro per infortunio: da Landa ad Agnoli, da Zakarin Bak.

GIACOMO NIZZOLO 5,5: Con la vittoria sul traguardo di Torino sembrava aver definitivamente scacciato la maledizione Giro d’Italia, dopo ben 9 secondi posti. Purtroppo la giuria non è stata d’accordo e la vittoria è andata ad Arndt. Comunque sia Nizzolo si conferma il velocista più costante degli ultimi due Giro d’Italia, dove ha sempre conquistato la maglia rossa.

DOMENICO POZZOVIVO 4,5: Decimo in generale fino a venerdì, è arrivato a Sant’Anna con oltre 40′ di ritardo da Vincenzo Nibali. E’ lui forse il grande deluso del Giro d’Italia: nessuno scatto e una forma fisica mai completamente raggiunta.

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