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Giucas Casella: «Da piccolo addormentavo facilmente gli animali, dicevano che ero indemoniato»

«Da piccolo mi accorsi che addormentavo facilmente gli animali, cominciai la vipera, poi con una gallina e si sparse subito la voce tra i miei compagni. Il paese mormorava che ero indemoniato». E’ un inedito Giucas Casella quello che si confessa ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente radiofonica dell’Università Niccolò Cusano. Casella parla della sua infanzia, delle inclinazioni e delle attitudini che l’avrebbero poi portato al successo nel mondo dello spettacolo. Nella lunga intervista parla della sua carriera, dei limiti della tv di oggi e anche di argomenti forti come quello delle molestie nel mondo dello spettacolo. Infine, parla della sua esperienza ad Amsterdam con “Le Iene”.

Giucas Casella e gli inizi della carriera

Sulla sua carriera Giucas Casella ha raccontato molto ai microfoni della radio universitaria romana. «Faccio il prezzemolino nelle trasmissioni, sono un po’ qua un po’ là – ha affermato Casella – Ho iniziato 40 anni fa in televisione. Ero giovane ed è scoppiato tutto all’improvviso, un incontro con Baudo mi ha portato in tv a Domenica in nel 79. Io non volevo fare tv. Io lavoravo sulle navi da crociera, come Berlusconi agli inizi. Lui faceva il musicista, io facevo l’ipnotizzatore. E’ una cosa innata fare il mentalista. Io sono siciliano, di Termini imerese, vivendo in campagna, mi accorsi che addormentavo facilmente gli animali, cominciai con la vipera, poi con una gallina e si sparse subito la voce tra i miei compagni. Il paese mormorava che ero indemoniato. Il parroco mi fece fare lo spettacolino di Natale, per far capire che non praticavo la stregoneria».

ISOLA DEI FAMOSI 2018 GIUCAS CASELLA

I carboni ardenti in Grecia e il guinness dei primati mancato

«In Grecia – racconta Giucas – per la tv greca una volta mi sono bruciato quando ho camminato sui carboni ardenti. Ho battuto il guinness dei primati, 25 metri sui carboni ardenti, Mara Venier però ha rivelato che in Grecia m’ero bruciato e m’ha fatto saltare il guinness dei primati. Però la adoro, è mia sorella. Non l’ho mai ipnotizzata perché è mia sorella, ci verrebbe da ridere. L’unica che non sono riuscito a ipnotizzare è Simona Ventura. Per essere ipnotizzato devi collaborare almeno per 30 secondi, lei invece non ce la faceva, si spaventava o rideva. Ho ipnotizzato Belen, fra un po’ mi ipnotizzava a me per quanto è bella. Quando feci l’esperimento non era la Belen di oggi, non era popolare come adesso. Ho ipnotizzato anche De Mita con le mani legate sopra la fronte. E poi in Germania ero ospite in una trasmissione, un ministro donna rimase ipnotizzato mentre mi guardava in tv, ne parlarono tutti, la Bild mi mise in copertina. Il politico di oggi che vorrei ipnotizzare? Non ho idea».

La tv, le molestie nel mondo dello spettacolo

Sulla tv di oggi Giucas esprime un giudizio piuttosto negativo. «Adesso la tv è cambiata veramente, è tornata indietro di 40 anni. Tutti i programmi sono tornati indietro, credo nel bene. Ormai si è fatto di tutto e quindi si è ritornati al passato, come Portobello, i personaggi sono tutti datati, si è tornati a riproporre vecchie formule». Sulle molestie nel mondo dello spettacolo invece Casella si limita ad un breve commento: «Prima non si sapeva nulla, adesso ne sentiamo ogni giorno. E’ incredibile le molestie che ci sono. Adesso finalmente c’è il coraggio di denunciarle», ha detto alla radio romana.

L’esperienza ad Amsterdam con “Le Iene”

«Si dice Ammisterdamm – ha scherzato Casella – E’ stata un’esperienza unica. Le Iene sono straordinarie, non mi aspettavo questo scherzo. Ero in Sicilia d’estate e mi hanno chiamato per chiedermi se avevo voglia di fare un cortometraggio. Gli ho detto: ‘si può fare, basta che mi pagate’. Loro mi hanno detto: ‘Eh ma noi siamo una produzione povera’ e mi hanno detto che erano 5 giorni di lavoro. Gli ho detto: ‘l’ultimo cachet che ho preso moltiplicatelo per 5’. Loro mi hanno detto: ‘parliamo con la produzione e vediamo’. Mio figlio che lavorava in Inghilterra mi ha chiamato e mi ha detto: ‘mi hanno chiamato quelli delle Iene, non gli dire di no, noi qui in Inghilterra guardiamo solo le Iene’. Quindi alla fine ho accettato di farlo, ho fatto uno sconticino alla produzione. Il tatuaggio? Non era vero, ma ho sentito dolore come se fosse vero».

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