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Giuliano Ferrara: «Renzi è l’unico che non sgomita e non mugugna, fa politica che è ciò per cui paghiamo!»

Giuliano Ferrara, giornalista e fondatore de Il Foglio, ha voluto dire la sua sull’attuale situazione politica italiana. L’ex europarlamentare del PSI nel suo editoriale si è espresso con fermezza sul nuovo esecutivo, il cosiddetto Conte bis, che vede l’unione del Partito Democratico e del Movimento 5 stelle: «Siamo consapevoli che l’alleanza innaturale è anche grottesca, che i rischi di flop sono altissimi, ma detto questo siamo incapaci di goderci lo spettacolo: e senza goduria non c’è vera critica, né stroncatoria né apologetica. C’è solo mugugno, che è il tipico compagno dell’attento posizionamento sempre terzista nell’ispirazione». 

Giuliano Ferrara: «Renzi è l’unico che non sgomita e non mugugna, fa politica che è ciò per cui paghiamo!»

Giuliano Ferrara è intervenuto sulla polemica di questi giorni che ha visto protagonista ancora una volta il reddito di cittadinanza, intascato questa volta da un’ex brigatista: «Ora si scopre che retribuiamo la cittadina Saraceni, che atterrò D’Antona nel sangue, e non è decente, ovvio: ma le colpe di Conte non ricadono su Bisconte, anche questo è ovvio, e ci si metterà una pezza in spirito di non accanita e non esemplare giustizia!». Il giornalista 67enne romano ha poi parlato di Matteo Renzi, che si prepara a presentare il logo del suo nuovo partito Italia Viva alla prossima Leopolda: «A me sembra che lo sconfitto del 4 dicembre 2016, quello che voleva il monocameralismo e il ballottaggio alle elezioni, è l’unico che sarà in grado di far ballare il governo sulle punte, visto che l’ha generato e non è sprovvisto di duttilità, perché è l’unico che non sgomita e non mugugna, fa politica che è ciò per cui paghiamo viventi e semiviventi del Parlamento!». 

La Leopolda si avvicina, il Partito Democratico si prepara: «Non andare è il minimo sindacale!»

E c’è grande attesa per la Leopolda 2019, la kermesse renziana fissata a Firenze dal 18 al 20 ottobre. L’incontro si avvicina e i dem debbono decidere come comportarsi: come scritto su “Il Giornale” non sono in pochi quelli che pensano di dare forfait. Contromosse quindi? Bisognerà aspettare qualche settimana, ma intanto le dichiarazioni di alcuni esponenti del Pd lasciano intuire quel che sarà: «Per chi è rimasto nel Pd, non andare alla Leopolda è proprio il minimo sindacale…!» ha detto la deputata Rosa Maria Di Giorgi. Un pensiero condiviso dalla consigliera regionale Monia Monni, che ha dichiarato: «Se uno ti lascia poi non è che vai a pulirgli la casa nuova!». Sulla stessa linea Luigi Zanda: «Io alla Leopolda non sono mai andato e non andrò neanche stavolta. Mi auguro che il Pd segua compatto questa strada perché con Italia Viva siamo alleati leali nel sostenere il governo, ma siamo partiti diversi e distinti!». 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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