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Giuliano Poletti chiarisce su Facebook perché “prendere 110 e lode a 28 anni non serve a un fico”

Giuliano Poletti è stato costretto a chiarire la sua posizione, dopo la pioggia di polemiche che si è abbattuta sull’affermazione “Prendere 110 e lode a 28 anni non serve a un fico, è meglio prendere 97 a 21”, pronunciata da lui stesso in occasione della Fiera di Verona ‘Job&Orienta’: una frase che fa capire chiaramente come il mercato del lavoro non sia sempre pronto ad aspettare e accogliere chi consegue il titolo alla soglia dei 30 anni.

Come specificato nel lungo post pubblicato ieri sera sul suo profilo Facebook, e qui sotto riportato interamente, l’intenzione di Poletti non era quella di additare i giovani italiani come “bamboccioni” o “choosy” (espressione di “forneriana” memoria), ma piuttosto far capire a chi si affaccia sul mercato del lavoro che concludere mediamente più tardi la propria formazione rappresenta un limite con cui bisogna fare i conti.

Su Twitter, accanto a chi condanna il politico per le parole usate chiamando in causa l’invito alla mediocrità generale e il mancato conseguimento del titolo da parte dello stesso Poletti, c’è anche chi lo sostiene affermando che sia stata posta in evidenza una verità oggettiva. E voi che cosa ne pensate?

La cronaca giornalistica del mio intervento di ieri a #JobOrienta a #Verona mi suggerisce di puntualizzare il mio…

Posted by Giuliano Poletti on Friday, 27 November 2015

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