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Giulio Regeni choc, per la Procura “torturato, morte lenta” tensione con Egitto

La famiglia del 28enne friulano Giulio Regeni, il cui corpo è stato rivenuto al Cairo, ha dichiarato: “Non vogliamo condoglianze finché non vedremo il corpo di nostro figlio e non verrà a galla tutta la verità“. Questo quanto dichiarato da una fonte vicina alla famiglia del ricercatore a Fanpage, i congiunti del giovane sarebbero al momento in silenzio stampa.

La procura del Cairo, attraverso il procuratore capo Ahmed Nagi, ha asserito che sul corpo ci sarebbero delle bruciature di sigaretta e segni di tortura oltre che segni di accoltellamento alle spalle e tagli su un orecchio e sul naso. Una versione che non collima con quella rilasciata dalla polizia egiziana che ha invece parlato di incidente: “non c’è alcun sospetto crimine dietro la morte del giovane italiano Giulio Regeni, il cui corpo è stato ritrovato sulla strada desertica Cairo-Alessandria”.

L’avvocato per la difesa dei diritti umani egiziano, Mohamed Sobhy, ha accusato il ministero dell’Interno di non mostrargli il corpo di Giulio, limitandosi al viso. La Farnesina ha convocato urgentemente l’ambasciatore egiziano Amr Mostafa Kamal Helmy. Di Rogeni si erano perse le tracce dal 25 gennaio scorso ed ora il ritrovamento del corpo apre molti dubbi circa la sua prematura scomparsa.

 

 

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