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Giulio Regeni: il Senatore Manconi lancia la sua stillettata al Governo “troppa prudenza sul caso”

Sono passate 24 ore dalla conferenza stampa dei genitori di Giulio Regeni al Senato. Durante l’evento sono intervenuti anche l’avvocato Ballerin, il Presidente di Amnesty Italia ed il Senatore Manconi. Ed è proprio quest’ultimo ad aver partecipato ad una delle trasmissioni di Radio Cusano Campus, continuando a parlare del tema e dell’incontro tra la famiglia Regeni ed i giornalisti in sala Nassirya. Sono due i punti fondamentali espressi dall’Onorevole.

Il primo riguarda i genitori di Giulio RegeniL’aspetto umano e la dimensione umanitaria, che riguarda la tortura e l’uccisione di un essere umano, è stata presentata dai genitori di Giulio Regeni come parte di una questione generale,  pubblica e politica“. L’intervista continua ed il Senatore afferma che “La madre di Giulio ha detto di aver visto sul volto di suo figlio tutto il male del mondo e ha spiegato il motivo. Ha detto di aver visto nel volto del figlio quello dei ragazzi contemporanei che vanno in giro per il mondo e fanno la stessa fine. Ad esempio quelle 88 persone che nei soli primi mesi del 2016 sono state rapite in Egitto e 8 di quelle sono state rapite ed uccise“. Durante l’intervento c’è spazio anche per un parallelismo tra la vicenda del ricercatore ucciso in Egitto e quelle di altri casi “La loro compostezza – così Manconi, parlando dei genitori di Regenil’ho vista anche nelle parole e nei gesti dei familiari di Stefano Cucchi, dei genitori di Federico Aldrovandi, delle sorelle di Budroni e Uva. Familiari di vittime che nella compostezza trovano l’energia per fare un discorso politico, perché la politica è questa, è prendere una vicenda personale che chiama in causa le leggi, il diritto, le relazioni internazionali e la chiama con il suo nome“.

Il discorso poi verte sull’atteggiamento del Governo italiano nella gestione del caso. Il Senatore Manconi lancia qualche stilettata all’Esecutivo, accusando l’Italia di “eccessiva prudenza. Non va dimenticato che nel rapporto tra Italia ed Egitto, è l’Italia che si trova in una posizione di forza. Quanti sanno che l’Italia è il secondo mercato europeo per i prodotti egiziani dopo la Germania? Abbiamo quindi una possibilità di esercitare la forza democratica, quella di uno stato di diritto, e di esercitare una pressione, la più potente possibile“.

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