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Funerali Giulio Regeni: l’ultimo saluto allo studente nella palestra di Fiumicello

E’ una palestra gremita di persone. Una folla di amici, conoscenti e istituzioni è accorsa per rendere omaggio al giovanissimo ricercatore scomparso al Cairo. Il piccolo paese di Fiumicello, Friuli Venezia Giulia, abbraccia e si unisce al dolore dei parenti per la morte di Giulio Regeni, il 28enne ucciso nella capitale egiziana. L’amministrazione comunale ha scelto, in conformità con le decisioni della famiglia, una commemorazione silenziosa. Niente passerelle, nessuna bandiera, nè simboli di organizzazioni sono ammessi, il servizio di sicurezza è rigoroso. L’obiettivo è tutelare la memoria del ragazzo. Pochissime corone di fiori, tra cui quella dell’Ambasciata italiana al Cairo e quella dell’università di Cambridge.

Mille posti a sedere all’interno della palestra, occupati già da oltre un’ora prima della funzione. All’esterno dell’edificio altre mille persone. Tutti gli esercizi commerciali di Fiumicello sono chiusi, il silenzio della città è assordante. Giunti in città anche il presidente della Commissione Esteri del Senato Pierferdinando Casini e la Presidente della regione Debora Serracchiani. “Grazie Giulio, per avermi insegnato tante cose. Resta nel mio cuore l’ energia del tuo pensiero. Il tuo pensiero, per amare, comprendere, costruire tolleranza. Con affetto, la mamma“, queste le parole della mamma di Giulio, Paola Regeni.

Intanto continuano le indagini. La testimonianza di tre suoi amici avrebbe rivelato che Regeni era preoccupato per una fotografia. Lo scatto in questione sarebbe avvenuto l’11 dicembre da uno sconosciuto durante un incontro al Cairo per un’assemblea dei sindacati indipendenti. Una circostanza sospetta che aveva preoccupato non poco il 28enne friuliano. Ma non è finita qua, gli investigatori starebbero indagando anche su un’accadimento particolare: Giulio Regeni sarebbe stato fermato ed identificato dalla polizia poco tempo prima della sua morte. Continua il lavoro degli esperti italiani su suolo egiziano. Il Premier Matteo Renzi stamani, dai microfoni di Radio Anch’io, ha lanciato una stoccata al governo del CairoAbbiamo detto agli egiziani una cosa semplice: l’amicizia è un bene prezioso ma è possibile solo nella verità“.

 

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