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Giulio Regeni: Strasburgo condanna Il Cairo per l’atteggiamento sulle indagini

E’ arrivata la condanna, che suona un po’ come beffa per il ritardo, anche da parte di Strasburgo. Il Parlamento Europeo ha approvato oggi una risoluzione in cui si chiede al Governo del Cairo di “fornire alle autorità italiane tutti i documenti e le informazioni necessarie“. Meglio tardi che mai, è infatti passato più di un mese dalla morte di Giulio Regeni e solo oggi il Parlamento Europeo ha fatto sentire la sua voce. Nella nota si legge inoltre la preoccupazione espressa da Strasburgo nei confronti della situazione sociale in Egitto. Nella risoluzione i deputati europei chiedono ai vari Paesi dell’Unione di stoppare la vendita di mezzi di sorveglianza, qualora sia dimostrato che questi mezzi vengano utilizzati per violare i diritti umani.

Registriamo inoltre l’incontro tra il Procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, incaricato delle indagini su Regeni e l’ambasciatore d’Egitto in Italia Amr Helmy. “L’ambasciatore ha invitato, a nome del procuratore generale della Repubblica araba d’Egitto Nabil Hamed Sadek i magistrati inquirenti a un incontro al Cairo al fine di informarli degli ultimi sviluppi investigati relativi alla morte di Giulio Regeni nonché al fine di individuare ulteriori modalità di collaborazione tra le due autorità giudiziarie nell’interesse dei rispettivi Paesi“.

Segnali di cambio di strategia. Sembra infatti che Il Cairo stia modificando lentamente, ma inesorabilmente la sua relazione sia con Roma, accettando la treasparenza delle indagini, sia con gli investigatori italiani su suolo egiziano.

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