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Giulio Scarpati, malattia Alzheimer della madre: «Mi arrabbiavo, mi pareva che non combattesse più…»

Per molti il nome di Giulio Scarpati è legato ad doppio nodo a quello di Gabriele Martini, il protagonista della fiction di successo di Raiuno Un medico in famiglia. E come spesso succede quando ci si affeziona tanto ad un personaggio, la realtà lascia il posto alla “fantasia”. Per questa ragione, per strada, qualcuno lo chiama Lele, magari qualcun altro gli chiede di salutargli il “papà” Lino Banfi, dimenticando che dietro il dottor Martini si “nasconde” Giulio Scarpati, attore di straordinario talento, ma anche di grande umanità. E questo lo si capisce leggendo le sue interviste (che sono in effetti poche), ma soprattutto Ti ricordi la Casa Rossa?, libro suo edito da Mondadori, pubblicato nel 2014, dedicato alla adorata madre malata di Alzheimer.

Giulio Scarpati, malattia Alzheimer: «Mi arrabbiavo, mi pareva che lei non combattesse più…»

L’attore ha voluto affidare alla scrittura la difficoltà di fare i conti con una malattia che cancella ricordi e persone dalla testa dei propri cari. Un misto di paura, mista a rabbia. Ti ricordi la Casa Rossa? nasce proprio per metabolizzare la perdita di quella madre che lo ha sempre sostenuto. «Sono felice di aver fatto questo libro, anche se mi è costato molto: mi sentivo inadeguato ma ha fatto bene a me, alla mia famiglia e anche ai tanti parenti di malati che vivono la mia situazione, che hanno gli stessi dubbi, la stessa disperazione, lo stesso senso di impotenza di fronte ai medici che non sanno cosa dirti», ha raccontato al “Corriere” anni fa Giulio Scarpati. «Ci sono stati dei momenti in cui mi arrabbiavo perché mi pareva che mia madre non combattesse più, ma poi mi rendevo conto che non era questione di volontà, non poteva farcela. Quella malattia porta a una sorta di retrocessione fisica e mentale che in natura non esiste…», ha detto sempre il noto attore classe 1956.

«Non c’è futuro, e senza futuro il presente è solo il passato. Per questo sono qui accanto a te ma non mi vedi…»

Un argomento delicato, una male che spaventa. «È una malattia costosa a livello economico e in termini psicologici perché i parenti non riescono mai a capire come prendere le persone», ha spiegato sempre Giulio Scarpati a Sanità Informazione. E il libro, benché breve, riesce ad essere profondo: sa toccare le corde dell’anima, commuovere. È una sorta di album fotografico, un memoir sofferente, la testimonianza personale di chi si è confrontato quotidianamente con chi è malato di Alzheimer. «Non parli, ma credo sia questo che intendi. Non c’è futuro, e senza futuro il presente è solo il passato. Per questo sono qui accanto a te ma non mi vedi. O mi vedi e non mi conosci. Mi fissi e mi attraversi con lo sguardo. Vedi altro, vedi altri!», si legge nel libro, che è una dichiarazione d’amore di Giulio Scarpati alla propria mamma napoletana, una donna sempre attiva, che ha lasciato in lui un segno indelebile. 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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