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Giuseppe De Donno, morto suicida il medico che scoprì la terapia al plasma iperimmune

Trovato morto suicida nella sua casa alle porte di Mantova il dottore Giuseppe De Donno. Durante il primo lockdown del 2020 fu il pioniere dell’utilizzo del plasma iperimmune per curare il Coronavirus. Aveva da poco abbandonato il ruolo di primario in pneumologia all’Ospedale “Carlo Poma” di Mantova per dedicarsi alla medicina di base. (Continua a leggere dopo la foto)

De Donno

Giuseppe De Donno: la morte e le ragioni

Il medico pneumologo Giuseppe De Donno è stato ritrovato morto suicida nel pomeriggio di martedì 27 luglio. Durante il primo lockdown era salito alla ribalta per essere stato uno dei principali sostenitori della terapia al plasma iperimmune.

Scossa la comunità di Curtatone, piccolo comune alle porte di Mantova dove il medico viveva. Pare che De Donno non abbia lasciato nessun biglietto per spiegare le ragioni del suo drammatico gesto, ma sembra che le cause sarebbero da ricercarsi nell’ambito lavorativo e personale.

Carlo Bottani, sindaco di Curtatone e amico del medico, esprime tutto il dolore di una comunità profondamente scossa: “Giuseppe era una persona straordinaria – dice tra le lacrime -. Ho avuto il privilegio di essere al suo fianco nella prima fase del lockdown e ho visto quanto si è speso per i suoi pazienti. La storia lo ricorderà per il bene che ha fatto”.

Giuseppe De Donno

La terapia del plasma iperimmune

Il dottore Giuseppe De Donno era balzato agli onori della cronaca durante il primo Lockdown quando, con i colleghi dell’ospedale “Carlo Poma” di Mantova, avevano indagato per primi la terapia basata sul plasma iperimmune. Questa era una proposta terapeutica che prevedeva la cura di persone affette da Covid-19 attraverso l’utilizzo di plasma proveniente da persone che avevano contratto e sconfitto il virus.

Durante lo scorso aprile l’AIFA in una nota condivisa su Twitter ha pubblicato i dati ottenuti dallo studio TSUNAMI incentrato sull’utilizzo del plasma iperimmune nella lotta contro il Coronavirus. Lo studio certifica che attraverso la terapia al plasma non viene ridotto il rischio di peggioramento respiratorio o morte dei pazienti.

Un duro colpo per l’ex-pneumologo che ha poi dato le dimissioni da primario in pneumologia all’ospedale di Mantova per dedicarsi alla medicina di base.

Oggi il direttore dell’Asst di Mantova nel ricordare il medico mantovano ha dichiarato: “Aveva investito moltissimo anche nelle ricerche sul plasma, cura che ora è stata abbandonata ma che nonostante tutto aveva dato i suoi frutti. L’abbandono del plasma per altre cure per lui è stato sicuramente un colpo difficile da gestire“.

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