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Giuseppe Sala indagato: ecco perché il sindaco di Milano si è dimesso

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, si è autosospeso. L’annuncio inaspettato questa notte, dopo avere appreso “da fonti giornalistiche” di essere indagato nell’ambito di un’inchiesta per turbativa d’asta e corruzione partita nel 2012, che ha visto finire nelle indagini anche la gestione dell‘appalto della ‘Piastra dei servizi’ di Expo 2015, l’appalto più importante di tutto il complesso espositivo di di Rho-Pero – di cui Sala è stato appunto amministratore delegato.

I reati che gli sarebbero contestati sono concorso in falso ideologico e falso materiale. Del resto Sala era stato il primo, al tempo della sua candidatura a primo cittadino di Milano, ad annunciare che se si fosse trovato coinvolto in una vicenda giudiziaria avrebbe fatto un passo in dietro, per consentire ai magistrati di fare chiarezza e non ledere l’immagine della città.

L’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco Giuseppe Sala è avvenuta dopo che il Gip aveva bocciato la richiesta della Procura di Milano di archiviare il fascicolo di inchiesta, decidendo invece per una proroga di 6 mesi. Da un mese le indagini sono nelle mani della Procura generale e coordinate dal sostituto pg di Milano Felice Isnardi.

Si apprende da fonti Sky che al sindaco Giuseppe Sala sarebbe contestata una data sbagliata su una certificazione inerente alla sostituzione di un commissario che faceva parte della commissione dell’appalto per la Piastra di Expo 2015. Insieme a Sala nel registro degli indagati sarebbero state iscritte in totale sette persone, tra cui gli ex manager di Expo, Antonio Acerbo e Angelo Paris, e l’ex presidente della Mantovani spa, Piergiorgio Baita.

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