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Gli affari di Beppe Grillo in Costa Rica

Il settimanale L’Espresso ha annunciato la pubblicazione, sul numero in edicola domani, di un’inchiesta sugli “affari” di Beppe Grillo in Costa Rica. Secondo i giornalisti Vittorio Malagutti, Andrea Palladino e Nello Trocchia, che hanno firmato l’inchiesta, il leader del Movimento 5 Stelle avrebbe in progetto di costruire un resort di lusso nel paese centroamericano.

Fin qui tutto normale, senonché il Costa Rica è considerato un paradiso fiscale ed è inserito nella black-list del nostro Ministero del Tesoro, come in quella di molti altri. In più Grillo non comparirebbe direttamente nella rete di società (i giornalisti dell’Espresso parlano di 4 società costituite sotto forma di “sociedad anonima”, ma in tutto le società riconducibili a Grillo sarebbero 13), ma figurerebbero invece il suo autista e guardaspalle di fiducia, Walter Vezzoli, e la cognata di Grillo, Nadereh Tadjik. In una di queste società figurerebbe come amministratore anche un altro italiano, tale Enrico Cungi, che seppur incensurato, in passato ha avuto guai con la giustizia.

Grillo e Vezzoli

Certo, tutto un po’ misterioso, almeno così lascia intendere l’anticipazione de L’Espresso. Ma a vedere il sito di Ecofeudo, ad esempio, non si vede nessuna lussuosità nelle unità immobiliari previste e a prima vista, nulla di strano o segreto, anzi. Nel progetto di Eco-villaggio (più che resort) si ritrova infatti un bel po’ dell’ideologia “grillesca” in tema di eco-compatibilità e  tecnologia: dal bambù utilizzato per parte degli edifici ai trasporti interni con veicoli elettrici e ad idrogeno. E il tutto è ben visibile su un sito web pubblico.

Perchè dunque questa inchiesta? Cosa si nasconde (se qualcosa si cela davvero) tra le carte che dicono di aver trovato i giornalisti de L’Espresso in Costa Rica? Cosa c’entrano gli affari privati di Grillo con il Movimento 5 Stelle? Non ci resta che attendere domani.

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